interviste divina

Published on giugno 5th, 2017 | by Antonio Tortolano

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Verso il secondo album, Megamusic intervista gli Ars Divina

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Oggi su Megamusic vi proponiamo l’intervista agli Ars Divina. Parliamo di una band salernitana, attiva dal 2003 e composta da Giacomo Mercaldo (voce), Roberto Coscia (batteria), Gianluca Di Marino (chitarra), Dario Trentino (basso), Pierpaolo Iemmo (violino). Le sonorità  degli Ars Divina uniscono il rock alla musica classica e lirica. L’utilizzo di una voce dai toni scuri e profondi, il basso e la chitarra quali principali strumenti armonici e l’uso del violino elettrico, dona al gruppo un’idea di compattezza, corposità, originalità. La band campana ha all’attivo un cd autoprodotto dal titolo “Atto Primo”. Il gruppo si è esibito in varie manifestazioni ed eventi, affiancando le loro serate live a ospitate e concorsi. Prossimamente uscirà il loro secondo progetto discografico.

Ultimate le registrazioni in studio, a quando l’uscita del nuovo album?

L’uscita dell’album non è ancora programmata con certezza in quanto stiamo valutando proposte di diverse etichette discografiche interessate al progetto. E’ una scelta importante che prenderemo dopo attente valutazioni.. Purtroppo molte label promettono quello che non possono mantenere, talvolta una scelta sbagliata può determinare un’ intera carriera.  

In “Atto primo” ha trionfato la fusion music, frutto della vostra grande versatilità. Cosa deve aspettarsi il pubblico da questo secondo lavoro discografico?

Dal secondo lavoro traspare una maggiore consapevolezza ed una direzione più precisa del sound e del genere. Le sonorità sono più incisive, c’è una maggiore omogeneità e coerenza tra testi e musiche. Un’ondata di rock bello deciso!

                                       

Un passo indietro, come nasce l’idea di “Arte Nobilis” e del conseguente video?

Arte nobilis nasce in dieci minuti. Testo e musica, parla di amore carnale con dotte citazioni e tanta ironia. Questo abbiamo voluto trasferirlo anche nel video, girato in un bellissimo convento a Polla (nel Salernitano) con la collaborazione del nostro fotografo ed amico Giuseppe Natalino col quale abbiamo scritto il copione e realizzato tutto. 

Quasi quindici anni di attività, tanti live, riconoscimenti e soddisfazioni. Qual è il bilancio che sentite di tracciare finora?

Il bilancio è positivo senz’altro. Le difficoltà sono immense e sempre presenti sulla strada di un artista. A combattere siamo abituati, quindi ogni riconoscimento e soddisfazione da parte del pubblico e della critica sono per noi motivo di incoraggiamento e sprone ad andare avanti, soprattutto con le nostre idee. Quello che siamo lo dobbiamo a noi soltanto, ed al nostro impegno.

Provenite da studi importanti, ma quali sono le vostre influenze artistiche principali?

Gli studi “classici” di conservatorio sono stati un imprinting importantissimo nella nostra formazione. Studiare le origini e gli sviluppi della musica nei secoli aiuta a comprendere meglio cosa succede oggi. Il rock ed il metal poi hanno dato il tocco in più a tutta la nostra storia. Siamo onnivori, musicalmente parlando, ma prediligiamo i generi citati qui su. Non potremmo resistere senza chitarre distorte e ritmiche rocciose!

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Come giudicate l’attuale momento dell’industria discografica, meglio le major e le etichette indipendenti?

Dovrei rispondere con dei puntini sospensivi.. Le major dovrebbero secondo me, ricominciare a coltivare talenti non solo a venderli. Hanno il potere economico per farlo. Credo che imprenditorialmente sia più redditizio un artista che va avanti nel tempo (come succedeva 20 o 30 anni fa) piuttosto che uno che non va oltre i tre anni… Davvero non riesco a comprendere le strategie di marketing che applicano, le trovo tendenzialmente assurde. E’ un discorso lunghissimo comunque… Le indipendenti hanno un po’ perso lo spirito pionieristico. Molto spesso si allineano alle tendenze continuando a sventolare la bandiera della libertà. Anche lì ci sarebbe da dire.

Un vostro parere sui talent show

I talent distruggono non solo la creatività ed il talento ma anche le persone. Si diventa come uno snack da consumare in fretta. L’idea è abusata e si cerca un sensazionalismo ormai obsoleto. 

Sulla scena campana, c’è qualche band che apprezzate particolarmente?

Ci sono tante band che apprezziamo, molti sono amici e colleghi con progetti validissimi ed interessanti. Alcuni hanno conosciuto la ribalta internazionale. Ne ricordo qualcuno: Heimdall, Pozzo di San Patrizio, Sixynine, Rossometile. Con loro abbiamo anche condiviso lo stesso palco. 

C’è un vostro pezzo a cui siete particolarmente legati e perché?

Ogni brano ha una sua storia. E’ come avere una famiglia con tanti figli, non si può amare in maniera diversa uno o un’altro. Forse quelli che ci rappresentano di più sono proprio Arte Nobilis e molti brani che sono sul nostro nuovo lavoro.

I progetti divini degli Ars Divina? 

Progetti divini,  se dipendesse solo da noi ci regaleremmo il paradiso! ma siamo sulla terra e dobbiamo semplicemente costruire pietra su pietra. Il desiderio è quello di poter arrivare sempre più al pubblico, stiamo lavorando per questo. Passione e dedizione l’unica ricetta.

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv e megamusic, due webzine che mi hanno aperto anche al mondo del social media marketing…



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