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Published on gennaio 12th, 2021 | by Antonio Tortolano

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Le piante: Megamusic intervista Sgrò

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Oggi su Megamusic vi proponiamo l’intervista a Francesco Sgrò, in arte Sgrò. Il giovane artista, toscano di Lucca,  dove ha studiato pianoforte e chitarra, appena diplomato scappa dalla sua città e si chiude in una casa di studenti a Bologna, dove si laurea nella magistrale di Lettere Moderne e dove tutt’ora vive. Nello scorso marzo, complice il lockdown scrive il suo primo singolo “In differita”. A ottobre esce “Le piante”. Con questo brano Sgrò,  parla di quanto sia difficile uscire da una postura di chiusura emotiva e aprirsi a qualcosa di nuovo e inaspettato. Questo contrasto interiore, reso anche a livello musicale nel rapporto tra voce e arrangiamento, rivela tutta la difficoltà a conciliarsi con se stessi.

Tra svogliatezza e divertimento “Le piante” rivela un nuovo lato di Sgrò e della sua sensibilità artistica. Nostalgico, metaforico, evocativo Sgrò non si riconosce nella categoria di cantautore e per questo preferisce definirsi “cantautore domestico”, un modo ironico e dissacrante con cui cerca di dare un nuovo significato questa categoria.

Francesco, ci racconti il tuo attuale stato d’animo in questo momento così particolare che stiamo vivendo?

Sto cercando di lavorare come mai avevo fatto fino a ora. Non mi lascio alcuno spazio vuoto, non apparecchio la tavola allo sconforto. Cerco di rimuoverlo. Il prezzo da pagare è l’insonnia? Pace, ma almeno durante il giorno vivo, mi sento pieno di colori.

Le piante è il tuo nuovo singolo. Come nasce questo brano e che tipo di riscontro stai avendo?

Le piante” è lo stato d’animo di chi vorrebbe assegnare al proprio desiderio un nuovo posto nel mondo. Un posto diverso rispetto a quello che è stato fino a quel momento. Il protagonista della canzone ha una grande volontà di apertura che, però, fa a pugni con tutta una serie di posture emotive passate. E questo passato che ritorna ritorna come prurito. Ecco, sì. C’è questo prurito che proprio non vuole passare. Il protagonista continuerà a farsi scegliere o finalmente sceglierà? Chi lo sa.

In pieno lockdown hai partorito “In differita”. Dove hai trovato l’ispirazione per scrivere questa canzone?

Ho partorito “In differita” a marzo scorso, ma l’ho concepita anni prima. La scelta di farla uscire in quel periodo è stata casuale. Avevamo pianificato da tempo l’uscita. Questa canzone nasce come testimonianza. Credo molto nelle testimonianze. Testimonianza di una casa, di un bagno, di una notte, di un cuore, di un dentifricio che non torneranno più.

Il tuo lockdown è iniziato molto tempo prima passando tanto tempo nella casa degli studenti. Che anni sono stati?

A marzo abbiamo scoperto la parola “lockdown”, ma chiunque di noi aveva già vissuto un proprio personalissimo lockdown, ognuno di noi, in un momento della sua vita, ha chiuso il proprio desiderio in casa, vietandogli anche di fare jogging. Per molti anni non ho acceso l’interruttore, me ne stavo nel buio, non avevo luce. Poi, dopo alcuni fatti, mi è stato impossibile starmene così, e per fortuna sono riuscito a uscire e aprirmi a una fase nuova. Quegli anni di chiusura sono stati anni pieni di sospensione e di rifiuto della realtà, insomma pieni di sogni, di ambizioni intime inarrivabili. Pieni anche di bellezza.

Come pensi ne uscirà la musica da questa situazione di stallo legato all’emergenza?

La musica ne uscirà bene, perché, a prescindere da tutti gli artisti e da tutti i tecnici che ci gravitano intorno, la musica continuerà a esserci. Più che altro è bene domandarsi come ne usciranno gli artisti e tutto il settore lavorativo che fino a febbraio lavoravano nella musica. Ecco, sono incerto tra risponderti “Non lo so” o “Male”.

Quali sono stati negli anni i tuoi riferimenti artistici?

Ogni canzone che sento sincera è un mio riferimento. Può essere “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano, “Gli uccelli” di Franco Battiato, “Pincio” di Margherita Vicario, “Vortice” di Ginevra. E mille mila altre.

Ci racconti di come il tuo sito sia diventata una rivista botanica?

Durante il lockdown mi sono specializzato nello studio delle piante e dei fiori. Non mi andava che questo sapere restasse chiuso in casa. Perciò ho creato sul mio sito questa rivista immaginaria di botanica piena di fiori, di piante, di cuccioli di cane, di canzoni. Ah, c’è anche uno straordinario test da fare: “Che fiore sei?”. Chi lo farà riceverà uno speciale e personalissimo regalo. Provare per credere!

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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