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Published on luglio 17th, 2020 | by Antonio Tortolano

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“Sogno (Sofia sul divano)”: la nostra intervista a Diego Moreno

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Sogno (Sofia sul divano) è il nuovo singolo di Diego Moreno, compositore, cantante e chitarrista argentino e napoletano d’adozione.

Oggi su Megamusic vi proponiamo l’intervista all’artista sudamericano che ha scritto il pezzo insieme alla cantautrice Gaia Eleonora Cipollaro. Una canzone estiva dal ritmo coinvolgente con un sound reggae che ricorda gli UB40, arricchito dal suono di strumenti come il charango e l’ukulele. Il brano invita gli ascoltatori, bisognosi di tornare a vivere dopo il periodo di estrema emergenza sanitaria trascorso, a non smettere mai di credere nei propri sogni.

Diego Moreno è conosciuto al pubblico per aver dato vita ad un linguaggio musicale originale e coinvolgente che unisce il ritmo latino del Sud America alla magia della musica napoletana, caratteristica emersa soprattutto nel disco “Tango Scugnizzo” (2008) che si è aggiudicato nel 2014 il Premio Masaniello e nel 2020 il Premio Nicolardi. Parallelamente alla carriera da solista, Diego Moreno ha collaborato per diversi anni con Fred Bongusto curando gli arrangiamenti di più di 30 dei suoi brani e ha partecipato alla realizzazione del progetto “Poeta Massimo”, poesie di Massimo Troisi musicate da Enzo Decaro.

Lo scorso 3 aprile ha pubblicato il brano “Bella Chao”, versione rivisitata in lingua spagnola del celebre canto popolare “Bella Ciao”, primo singolo estratto dal suo prossimo album di inediti in uscita in autunno, che in questo momento di emergenza sanitaria l’artista ha voluto dedicare «ai nostri “nuovi partigiani”: dottori, infermieri e lavoratori hanno scelto di combattere in prima linea contro un virus invasore».

Diego, dopo un lockdown pieno di angoscia, era necessario pensare a un pezzo più leggero. Come è nato questo brano?

Ciao Antonio, direi che questo lockdown ha lasciato un segno in tutti noi e non sarà molto semplice riprendere il cammino, sicuramente è necessario andare alla ricerca di nuove strade. “Sogno” non è nata come precisa risposta a questo momento. Ho scritta questa canzone qualche anno fa insieme al prezioso aiuto di Gaia Cipollaro, ma ho scelto di pubblicarla adesso come perché ritengo che sia un brano che possa provare a dare un vento di positività. C’è Sempre Bisogno di un SOGNO, è un atto di spensieratezza romantica! In questo brano mi concedo il “lusso” di sognare. Ma “Sogno” è soprattutto un invito a vivere e a realizzare i propri di sogni, o quantomeno a provarci! 

Cosa deve aspettarsi il pubblico dal tuo nuovo album che uscirà in autunno?

Un album ricco di storie a amore realizzato insieme ad un team per me molto importante, da Roy Tarrant (produttore), Salvio Vassallo (produttore artistico), Gaia Eleonora Cipollaro (co autrice), Davide Aronica (regista video) e poi una lunga lista di formidabili musicisti! Io mi sento e credo di essere molto fortunato nel aver potuto, di questi tempi, produrre un album così!

Dove e come hai vissuto questi mesi così difficili? È stato facile trovare la creatività nonostante la negatività di notizie che arrivava da tutte le parti?

L’ho trascorso a casa con mia moglie, fortunatamente ho un terrazzino con tante piante. Ho provato a passare il tempo con un po’ di filosofia e in compagnia della musica, non sempre è stato facile, ma credo che non lo sia stato per nessuno. Io sono stato particolarmente fortunato, pensa che fino alla fine febbraio ero in Argentina per un tour teatrale, sarebbe stato molto complicato rientrare in Italia se mi fossi trattenuto. Non ho scritto molto durante questi mesi, bensì mi sono concentrato sulle uscite dei primi singoli e alla realizzazione del video per il brano “Bella che Incanta” dedicato all’Italia.

Cosa si può fare concretamente, secondo te, per salvare il comparto musicale dalla crisi che attraversa e attraverserà?

Penso che il comparto musicale non vive una crisi dovuta solo al Covid, la crisi purtroppo era pregressa. Ovviamente con l’avvento della pandemia il tutto è andato in frantumi, mettendo in grande difficoltà per lo più chi viveva o “sopravviveva” di Musica. Noi viviamo di assembramenti.

Concretamente penso che ci sia da lavorare tanto sul tema diritti d’autore nell’era dei colossi digitali. Oggi la musica viene usata più che mai, inoltre passa il concetto di “tutto gratis”. Il mondo degli artisti è quasi privo di tutela ahimè, da sempre. Basterebbe leggere la storia dell’ENPALS, del quale faccio parte, per renderci conto di quanto ci sarebbe da fare.

“SOGNO”, per chi come me, e ci sono tantissimi in Italia e nel mondo, fa musica da 30 anni possa continuare a farla per altri 30. Proviamo a sognare qualcosa di meglio! Il mondo senza musica sarebbe un mondo sbagliato, ma bisogna pur avere le condizioni per produrre Musica,non si possono fare in eterno battaglie chisciottesche.

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Quali analogie comportamentali hai notato nel lockdown italiano e argentino?

Tante. Il modello “italiano” è stato copiato in Argentina che tutt’ora è alle prese con il lockdown. Fortunatamente in Argentina ad oggi il numero delle vittime è decisamente minore e in contro tendenza con il resto dell’America. Le cifre negli USA e in Brasile sono a dir poco terrificanti. Io spero tanto che questo incubo possa portare l’essere umano a riflettere, a ritrovare il “buon senso” smarrito. C’è bisogno di far pace con il pianeta, l’unica casa che abbiamo e forse anche pace con noi stessi. 

Puoi raccontarci qualche aneddoto della tua lunga collaborazione con Fred Bongusto?

Ce ne sarebbero tanti, mi diceva spesso: “vedi Diego, ognuno, dentro di noi ha un diamante (ciò che ci rende felice, ciò che siamo nati per fare) ed è nostro dovere ogni mattina averne cura, lucidarlo… farlo brillare!” credo sia un bellissimo insegnamento. Ho avuto la gioia di collaborare con lui per oltre 15 anni! Da lui ho imparato quanto è vero ciò che diceva Vinicius: “La Vita è l’Arte dell’incontro”. Sono felice e sono stato fortunato ad aver incontrato Fred. Il nostro è stato un sodalizio che iniziò nel momento in cui ci siamo incontrati trai corridoi della Rai di Roma a via Teulada 21 anni fa. Eravamo lì entrambi per un programma televisivo e durante la pausa lui scoprì che ero argentino e mi disse: “Mucho Gusto Fred Bongusto!” Non mi manca la sua musica, perché che vivrà per sempre. Mi manca tanto Alfredo Buongusto, un amico speciale e un confidente. A lui ho dedicato un album duettando, tra gli altri, con: Paolo Fresu, Tony Esposito, Antonio Onorato, Peppino Di Capri, Fabio Concato, Maria Nazionale. S’intitola “Che Bella Idea! Canzoni di BuOngustO” . Ne vado fiero!

Tornando a Sogno (Sofia sul divano) ci parli un po’ dell’utilizzo dei vari strumenti e del richiamo agli UB40?

Il brano aveva in sé questa voglia di “levare” che caratterizza il reggae. Salvio Vassallo, produttore artistico, ha imbastito una ritmica molto carina che richiamava gli UB40, poi Enrico Barbaro, bassista del progetto Mastodonte, ha fatto una linea di basso decisamente andante dando alla canzone un tiro molto “ballabile”, successivamente si sono sommati Sasha Ricci dei 99 Posse col suo tocco “Rodhes” molto funk e l’eccellente sezioni di fiati fatta da Gianfranco Campagnoli.  Aggiungiamo a questo ben di Dio il mio Charango, strumento andino, e l’ukulele ed ecco il sound di “SOGNO”!

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“Bella Chao” che tipo di riscontro ha avuto?

Formidabile direi. Pensa che l’abbiamo prodotta ben 15 anni fa, per il progetto “Che Vive!” e ad oggi ha raggiunto la cifra di oltre 40 milioni di streaming nel vari canali, non male! La nostra “Bella Chao” ha fatto un percorso incredibile, non mi sarei mai aspettato questo enorme riscontro. A suo tempo non era assolutamente un mio pensiero, il suo straordinario gradimento, rappresenta per me una “caricia al alma” del tutto inaspettata; senz’altro questo consenso così grande è stato uno dei motivi, probabilmente il più importante, che mi ha spinto a far uscire, finalmente, il mio personale video del brano sul mio canale ufficiale “Diego Moreno Official” che ha già superato le 300.000 visualizzazioni. 

Come è nata la possibilità di collaborare a Poeta Massimo?

Ancora “L’Arte dell’Incontro” con Enzo Decaro, che mi ha ribattezzato “Tanghizzo; metà Tanguero, metà Scugnizzo”, ci siamo incontrati a Roma grazie a Giorgio Verdelli, un amico in comune, per la realizzazione del mio progetto “TangoMoreno” nel 2004 da allora è nata e cresciuta la nostra amicizia. Il mio ringraziamento nei suoi confronti è grande in primis per la sua amicizia e poi per avermi coinvolto nel progetto Poeta Massimo permettendomi di curare gran parte della produzione di questo album unico, poesie di Massimo Troisi musicate da Decaro, una vera Gioia! 

Quali sono i progetti futuri di Diego Moreno?

Proseguire con la promozione di “SOGNO” e degli altri brani “Bella Chao” e “Bella che Incanta” e successivamente all’album che vedrà la luce nella sua completezza in autunno e augurarci che durante questa estate 2020 si possa riprendere qualche evento “dal vivo”.  Il prossimo 17 luglio sono stato invitato a “La Versiliana” per un omaggio a Fred Bongusto. In futuro, spero già nel 2021, vorrei far uscire il Volume2 di “Canzoni di BuOngustO” e per il 2022 iniziare a produrre un album “minimale” dedicato a Carlos Gardel mito del Tango Argentino, argomento sul quale ho scritto un saggio dal titolo “La Voce del Tango”. Grazie per lo spazio e per l’intervista Antonio! Approfitto per dirvi: seguitemi numerosi sui miei canali ufficiali www.diegomoreno.net. Abrazos e buon tutto … mi raccomando “Sognate” !!!

Antonio Tortolano

foto Gino Tramontano

 

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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