interviste thegiornalisti

Published on ottobre 12th, 2015 | by Antonio Tortolano

0

Fuoricampo. Megamusic intervista i Thegiornalisti

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Oggi su Megamusic vi proponiamo l’intervista ai Thegiornalisti, band romana che con Fuoricampo, il terzo album ha ottenuto un notevole riscontro sia sul web che nei live, con il tour partito lo scorso novembre e terminato qualche giorno fa. Testi mai scontati, melodie pop con influenze degli anni 80, pezzi autobiografici e titoli sempre azzeccati hanno attirato attorno al gruppo capitolino un sempre maggiore numero di estimatori.

Il nome dato alla band aveva l’intenzione (riuscita) di farsi notare sul web e sui social, brani poi come Promiscuità, Proteggi questo tuo ragazzo e Fine dell’estate non sono passati inosservati, proprio per le tematiche che toccano da vicino la sfera giovanile. I Thegiornalisti sono: Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera che nei live  sono accompagnati da Gabriele Blandamura al basso. I primi due dischi sono stati autoprodotti, poi la svolta nel 2013 con l’approdo nell’etichetta lombarda Foolica. Dal 2014 inzia poi la collaborazione con la Universal, attuale editore della band. Abbiamo intervistato Tommaso Paradiso,  frontman dei Thegiornalisti e autore di tutti i pezzi di Fuoricampo, che ci racconta diversi aneddoti nell’attesa del quarto album…

Tommaso, vi aspettavate tutto questo riscontro per il vostro terzo album?

No e in effetti siamo davvero soddisfatti e sorpresi. Nell’ultimo anno sono successe tante cose positive, una delle ultime che siamo passati anche su Radio Deejay con Linus…

Secondo te perché Fuoricampo ha avuto molto più seguito rispetto ai primi due dischi?

Obiettivamente i nostri primi lavori hanno fatto più fatica, non perchè fossero meno pop di questo, ma probabilmente a causa della qualità audio che non era molto efficace. Tante persone hanno notato questo particolare, non da poco. C’è differenza tra giri melodici più semplici rispetto ad altri vecchi e sporchi.

Promiscuità è il pezzo che più verrà ricordato di questo album? Come è nato?

Musicalmente la cantavo in testa, di solito scrivo le canzoni seguendo gli strumenti. Promiscuità è cantata a voce. Inizialmente c’era un tempo diverso, stile God di John Lennon. Ma durante le prove ci siamo accorti che non ci piaceva e così è nata un’altra cosa…Il sesso fa parte della mia vita e allora perché non scrivere Promiscuità?

Quanto c’è di autobiografico in questo album?

Tutto, è al 100% autoriferito. C’è tanto del nostro vissuto…

Come mai iniziate ogni live lanciando l’audio di Ricordati di me di Antonello Venditti?

Ci piace divertirci, siamo dei coglioni (ride, ndr). E poi questo è un pezzo che comunque ci rappresenta, che tutti noi romani abbiamo ascoltato, quello di Venditti è un manifesto di un certo tipo di musica. Non siamo alternativi e non rinneghiamo la musica con cui siamo cresciuti.

E allora di cosa ha bisogno il pubblico alternativo?

Di canzoni grosse, Venditti o Vasco hanno fatto pezzi per sognare, per riempirsi…

C’è un pezzo a cui sei particolarmente legato dell’album?

Insonnia. Un po’ si differenzia dagli altri, il testo è particolare, è un pezzo più parlato che cantato…

the giornalisti

Fine dell’estate in questo periodo è molto appropriato

Sì e infatti Linus ha passato proprio questo brano. Un po’ tutti possono rispecchiarsi nella fine dell’estate, la fine di un amore estivo, l’andar via da un luogo amato che già ti manca…

C’è una band del circuito romano che preferite rispetto ad altre?

Sicuramente I Cani, band di spessore che racconta le cose che vede in maniera perfetta…

Foolica, l’etichetta di Fuoricampo è di Mantova, come siete arrivati al contratto con loro?

A quanto pare i nostri pezzi non piacevano alla musica dell’ambiente romano. Tante volte non è stata apprezzata. E’ bastato che a Milano sentissero i nostri pezzi e subito abbiamo raggiunto un accordo. Cose che succedono…

E per Sanremo i Thegiornalisti sarebbero pronti?

Non credo. Non abbiamo le qualità per quel Festival. Magari se ci fanno esibire in playback potremmo andare. Non ho una voce pulita, anzi è semi stonata. Probabilmente in tv passeremmo male, specie in quel contesto. Ci piace invece esaltarci nei nostri live in giro per l’Italia…

In Fuoricampo i videoclip sono minimal, nel prossimo lavoro ci sarà un’evoluzione?

Sicuramente non ripeteremo la stessa cosa. Non lo so, i video che vedo in giro quasi sempre non mi piacciono. In Italia poi non girano molti soldi per questa roba e grandi novità non mi sembra di averle viste. Staremo a vedere, ci vorrebbe un Thegiornalisti videomaker.

Quali sono i vostri miti musicali italiani?

Vasco, Venditti, Dalla.

E una hit, anche straniera, che ricordate degli anni 80?

Sarebbero tante, ma quasi sempre non ci ricordiamo il nome del gruppo o del cantante che hanno fatto storia con quella hit. Penso ai Baltimora per esempio. A tutti capita di sentire tante volte un pezzo, esserne rapito ma non sapere mai l’autore. E’ un sistema maledettamente geniale, hanno fatto bingo. Ora non c’è più un evergreen italiano…

La vostra Roma è una città affetta da un male incurabile?

Parliamo di una città che non ha ritmo, è completamente morta ma che ameremo sempre perchè è quella dove siamo nati e cresciuti. Non vedo un futuro europeo per Roma, da sempre anche per la sua posizione geografica è Milano la città più internazionale. Roma ha i suoi antichi vizi, ha una sua mentalità, difficile, per natura, che possa aprirsi a nuovi scenari…

Il tour è finito. Quali sono i vostri progetti futuri?

Girare l’Italia e sentire il crescente interesse verso le nostre canzoni è stata una sensazione fantastica. Ora ci concentriamo sul nostro quarto album, su cui stiamo già lavorando intensamente. Presto ci saranno delle novità…

thegiornalisti

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Tags: ,


About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑