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Published on luglio 14th, 2016 | by Antonio Tortolano

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Ipocondriaco: Megamusic intervista Patrizio Maria

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Oggi Megamusic vi propone l’intervista a Patrizio Maria che nei giorni scorsi ha pubblicato il nuovo singolo Ipocondriaco. La canzone, scritta e arrangiata dallo stesso artista e prodotta da Caramella Blues e Clodio Management, anticipa  l’album che uscirà in autunno.

Patrizio è un giovane cantautore, chitarrista e fumettista italiano. Il suo talento, accompagnato da una personalità istrionica, gli ha consentito di collaborare con artisti del calibro di Little Tony e suo fratello Enrico Ciacci, Ivan Graziani, Mango, Francesco De Gregori, Umberto Bindi, Alessandro Haber, Aida Satta Flores e tanti altri.

Nel 2009 ha esordito come cantautore, riuscendo a vendere in pochi mesi circa 7000 copie dell’album “India Londinese”. Patrizio Maria è molto amato dal pubblico giovanile e grazie al suo fantastico repertorio, fatto di brani frutto delle sue raffinate doti autoriali, oggi  può vantare più di 400 concerti. Il suo nuovo singolo “Ipocondriaco” esorcizza con grande ironia e spensieratezza quelle ansie e quelle paure da cui spesso ci lasciamo sopraffare.

Patrizio, come nasce l’idea di Ipocondriaco?

Ipocondriaco è una battaglia tra l’uomo e le sue illusioni. Naturalmente è l’uomo che con le sue fobie estetiche e spesso superficiali ne esce sconfitto e bastonato al tal punto da crearsi una nuova illusione ottica, pragmatica, dolorante. Nasce dal mio amore per la filosofia e per il mio ruolo di automedicazione, mi sento un piccolo dottore patafisico con in mano dei fiori di cactus e nella testa la voglia di un sorriso .Quindi, nasce nel bisogno apolide di guarire me stesso dalle mie immaginazioni, un malato immaginario tra Molière e Tex Willer, che con un bizzarro vassoio di bignè cerca di far riflettere il mondo che abbiamo nello stomaco. È il mio mantra.

Rispetto a India Londinese, cosa deve aspettarsi il pubblico dal nuovo album?

India Londinese era un viaggio di bordo, una moleskine di trafugati spezzati e speziati angoli della mia vita. Aveva un suono lo-fi e bisestile. Il nuovo album sarà un concentrato di dolci speranze che puzzano di punk e folk, ska e un parco giochi. I testi sono nati da sofferenze e da sorrisi. Sono molto felice di questo lavoro perché lo ritengo fresco e leggero, maturo e minimale .Dal primo giorno che ho ascoltato tutte le tracce assieme sono rimasto contento ed ora è un ribelle sollievo, sarà la mia coppa di champagne bevuta da un senza tetto che come figlio ha un gatto laureato in ecologia.

Un brano “Ipocondriaco” fresco, semplice, frizzante. Gli altri pezzi inseriti nell’album quali tematiche tratteranno?

Le tematiche sono sempre socialmente utili. Mi spiego, parlo della mia vita e delle cose che vedo ed osservo in maniera maniacale intorno al mio angolo di ciclabilità. C’è molta patafisica, molto movimento e denuncia, ricordi di echi punk ed artistici. Per me la musica, ovvero le canzoni devo avere una barriera corallina e dentro al costume predicati verbali consoni alle stravaganze che la vita ci offre. Insomma ricerca e verità, credo che sia il mio lavoro più glamour e glitterato. Sono andato in giro per un anno sporco di marmellata.

A livello cantautorale, cosa ne pensi attualmente delle giovani leve italiane?

Io sono il meno adatto per rispondere a questa domanda(ride,ndr).
Trovo spesso e volentieri più rock and roll i vecchi artisti che quelli nuovi. Del resto una camicia, un baffo hipster e una manciata di ragazzine indemoniate dietro a una camicia a fiori non fanno una bella canzone. Stimo molto Frank Head perché le sue parole hanno bisogno di un recinzione, libera cuori nelle praterie e si diverte a giocare con gli occhi degli altri, insomma è una bella tigre in costume.

Quali sono state le tue influenze artistiche?

Io amo parlare molto di movimenti artistici. Trovo musicale il dadaismo, la mia patafica, la street art e ciò  che crea vibra ed energia positiva e creativa. Sono onnivoro di arte,spesso leggo una canzone oppure ascolto un film. Mi piacciono le ortiche artistiche, quelli che creano “fastidio”ma anche delizia. Mi piace il vecchio blues, quello del cotone, il rock and roll di culi, tette, rimmel e creeper blu. Mi piace andare hard con le voci molto lamettate, ma nel mio animo sono punk rock, quindi Buzzcock, Ramones, Clash, però svengo alla dolcezza e bellezza stilistica vocale e compositiva di Paul Simon, Talking Head, Eno, Bowie e quella schiera di gruppi brit pop più architettonicamente completi come i Pulp. Tutto ciò che ricerca mi piace. suoni indiani e folk,dance e noise. Originalità, odio le cover band.

Oltre 400 concerti in questi anni? Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

Adoro la gente in generale, la studio, la disegno. Ho fatto moltissimi live certo, un bel traguardo che mi porto dietro, una bella valigia di scarpe, corde, muffin, fari spenti, palchi rotti e vecchi teatri di polvere e sudore, cessi rotti e cosce depilate…Amo giocare con la gente, amo farla riflettere ma anche divertire. A metà di ogni mio live lancio dei muffin al mirtillo come ringraziamento, io senza loro sono nulla.

Major ed etichette indipendenti, cosa ne pensi dell’attuale momento dell’industria discografica?

Quasi preferirei rispondere ad una domanda politica (ride, ndr).Guarda io credo che il mio bisogno sia quello di scrivere, cantare e suonare. Se ci sono idee buone e valide per far conoscere un prodotto non bisogna secondo me appiattirsi sulla diatriba indie si indie no! Indie ha fatto cose belle e casini,il mainstream idem con allori, io credo in un buon prodotto estetico, quindi alle belle canzoni.

Delle radio italiane cosa ne pensi?

La radio è un mezzo fantastico e consapevolmente potente. Spesso come tutti i potenti si svegliano volendo costruire un mondo diverso da quello che è. Mi piacerebbe ascoltare un programma radio fatto da Paperino, Vivienne Westwood, Alfred Hitchcock e Amanda Lear.

 Dei grandi artisti con cui hai collaborato di chi conservi il ricordo migliore e perché?

Conservo il ricordo bello di tutti. Ognuno mi ha dato qualche dritta.Chi artistica, chi logistica. Sono affezionato a tutti da Little Tony ad Ivan Graziani, passando per Alberto Camerini. Però sicuramente ti posso dire se ti stuzzica il più bastardo con cui ho collaborato se vuoi! Patrizio Maria (ride, ndr). 

Come nasce la passione per i fumetti?

Con la passione per il primal scream e il bisogno di urlare. Mia madre è una bravissima pittrice, Gabi Minedi, molto conosciuta soprattutto in altri paesi. Sono sempre rimasto affascinato dai colori, sono armi incredibili che spesso e volentieri capiscono e recepiscono solamente i bambini. Mi piace disegnare la società e quello che mi gira nel cervello. I miei disegni non sono molto diversi dalle mie canzoni,anzi.

Progetti futuri?

Spero di continuare a collaborare con il mio “colorteam”, Fabio Frombolini che si è occupato delle registrazioni e dei bassi, Angelo Petruccetti di Caramella Blues e il grande Nicodemo Scilanga della Clodio Management. Quando oltre ai sorrisi ci sono le botte stai sicuro che qualcosa esce (ride, ndr) scherzo, ora agitiamo le gambe, scaldiamo le valvole agli ampli e attacchiamo la chitarra.Ora ho bisogno di live. Poi chissà, per me il futuro dura dai 4 ai 5 minuti. Sono un tipo molto frenetico che per me quello che sarà già non mi basta più. Ho fiducia nella cultura.

 

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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