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Published on maggio 10th, 2013 | by Antonio Tortolano

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The Voice: Megamusic intervista Lisa Manara

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Oggi Megamusic intervista Lisa Manara. Nata a Imola 20 anni fa, si è messa in evidenza nella prima edizione di The Voice of Italy. Ha superato brillantemente le Blind Audition dove è stata notata sia da Riccardo Cocciante che ha poi scelto come coach che da Piero Pelù. La sua interpretazione di Estate di Bruno Martino ha colpito un po’ tutti. Poi si è dovuta fermare nella fase Battle, dove ha raccolto comunque applausi e consensi, ma Lisa avrebbe sicuramente meritato di andare ancora avanti. Attualmente frequenta il Conservatorio di Ferrara dove studia jazz. Proprio il jazz come il blues sono nel dna di Lisa Manara che ha scoperto prestissimo la sua enorme passione per la musica.

Lisa, quella di The Voice è stata un’esperienza importante per te, che idea ti sei fatta di questo talent?

Certamente è stata importante, un’esperienza diversa, alternativa rispetto a tutto ciò che faccio solitamente. Per un breve periodo ha sconvolto la mia routine. Credo che i talent generalmente siano comunque un’arma a doppio taglio sia perchè rischiano di creare i cosiddetti fenomeni del momento, sia perchè a volte non lasciano trasparire la vera identità dell’artista . Ho trovato “The Voice ” un talent con un alto target di cantanti. La produzione ha lavorato bene alla selezione dei partecipanti ma ancora sto scoprendo con voi l’evolversi delle puntate. Mi piace anche che ci sia varietà stilistica sia dei cantanti, che dei brani scelti. E Pelù mi fa tanto ridere! Ok, stop!!

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Superata la Blind Audition, alle Battles hai dovuto lasciare il programma. Hai qualche rimpianto?

Rimpianti non ne ho, sono entrata con scarse aspettative ed ambizioni, non miravo a nulla in particolare. Il programma mi ha dato un po’ di visibilità e mi ritengo abbastanza soddisfatta!

Sei nata e cresciuta con la musica. Quando hai intuito la passione per il Jazz?

Ho iniziato molto presto, all’età di 4 anni ad interagire e a giocare con la musica, prima per mezzo del pianoforte poi, crescendo, ho lasciato trapelare anche la voce interiore che “cantava” con forza e vigore dentro di me e da lì disastro!!!… ahah..Sono così iniziate diverse collaborazioni con gruppi Blues tra cui “I Figli di Muddy” , “Acoustic Combo”. Due anni fa ho vinto il concorso nazionale “Donne Jazz & Blues” ed in quell’occasione ho duettato con una Big Lady del blues di Chicago Diunna Greenleaf. Da quel momento qualcosa è cambiato in me , forse la consapevolezza di poter vivere accanto alla musica e magari di riuscire a farne parte. La passione per il jazz è qualcosa che gradualmente mi ha avvolto e coinvolto completamente. Non conoscevo questo universo sonoro, ascoltavo per lo più il blues. Sono sedotta dalle sonorità blues, jazz, gospel, soul, i ritmi africani e ciò si incrementa ogni giorno stando a contatto con musicisti, studiando, ricercando, vivendo la musica e il palco.
Della musica in generale e del jazz in particolare mi piace il fatto che è una musica in continuo divenire e che non ci sono confini se non quelli dettati da chi la compone o la interpreta, quindi penso ad essa come il frutto di un’eclettica contaminazione.

Studi attualmente al Conservatorio di Ferrara. Che ambiente hai trovato?

Finito il Liceo Scientifico ho deciso di scegliere subito la musica quale studio da intraprendere, così mi sono iscritta al Triennio di canto Jazz del Conservatorio di Ferrara. Adoro il mio Conservatorio, è un ambiente molto stimolante, si respira un’atmosfera molto rilassata e di conseguenza lo studio non può che essere un piacere. Credo anche che lo studio del jazz allarghi gli orizzonti e permetta di sperimentare con il proprio strumento e di scoprire una vasta gamma di suoni inesplorati. Il tutto è reso possibile da insegnanti molto validi e con una carriera considerevole. Qui ho conosciuto anche tanti altri giovani promettenti musicisti e il privilegio di questo ambiente è quello di poter parlare con chi mi sta intorno in un linguaggio musicale.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico, stai organizzando serate per l’estate?

Il lato più bello e più appagante di fare musica è proprio il live, il divertimento con i musicisti, intravedere e scorgere l’interessamento negli sguardi del pubblico. Mi piace pensare che durante un concerto tutte le persone presenti, pubblico e musicisti partecipino in sintonia scambiandosi energie. Al pubblico cerco di dare sempre me stessa nella più totale spontaneità. Il canto è l’unico tramite che mi permette di raccontarmi, data la mia scarsa loquacità e l’unico momento in cui riesco ad assecondare totalmente i miei istinti e le mie emozioni. Finalmente arriva l’estate e ho già organizzato un po’ di date in giro per l’Italia!!!

Lisa_Manara
 In futuro pensi di ripresentarti al casting di un talent show?

Penso di no perchè è un’esperienza che ho voluto provare per gioco e un po’ per caso, ma credo esistano altri modi per riuscire a propormi come artista. Anche perchè la mia apparente schiva dolcezza non credo sia una caratteristica contemplata in questo genere di show. Per me è stata una dura prova dovermi misurare con i meccanismi televisivi, ho voluto trasgredirmi, provare ad uscire dai miei limiti, ci sono relativamente riuscita ma ora si torna a calcare palchi fatti di legno e travi, sicuramente attrezzati con meno luci e meno sfarzo, ma “vivi” e che “parlano. Tutto sommato, comunque, sono contenta che questo breve episodio rimanga nel mio bagaglio d’esperienza.

Un tuo pensiero sulle major e sulle etichette indipendenti.

Non avendo contatto diretto con esse posso dire solamente che, ascoltando ciò che più spesso ci viene proposto (tramite radio, tv…) , le major spesso e anche troppo volentieri creano e investono su un prodotto che risulta molto commerciale ma che trascura l’arte. Sono dell’idea che essi abbiano paura di rischiare investendo in qualcosa di più ricercato, che ad un primo impatto può risultare meno intellegibile , ma dietro al quale si nasconde il lavoro e l’impegno di un artista, la sua genialità, l’innovazione e la passione .
D’altra parte credo che non abbia senso combattere totalmente questo genere di scelte, anche perchè (purtroppo!) accontentano la gran parte della gente, ma penso anche che prima, ovviamente, l’orecchio delle persone vada educato al riconoscimento della qualità e dell’arte. Una musica libera dalla logica del mercato è forse ancora un’utopia.

L’artista o la band che stimi maggiormente

Mmm, difficile dare un nome solo. Sono appassionata della voce sofferta di Billie Holiday, della libertà espressiva di Nina Simone, dell’incantesimo che Chet Baker mi scaturisce ad ogni ascolto. Tanti altri sarebbero i nomi da citare tra cui Amy Winehouse, Ben Harper, Cassandra Wilson, Otis Redding e la mia prima musa Janis Joplin.

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Se ti dico Sanremo, cosa ti fa pensare?

Sanremo è forse la più importante vetrina in ambito nazionale nella quale un artista ha la possibilità di proporre la propria musica. Lo considererei un sostanzioso primo passo da cui poter partire.

Fai un saluto a Megamusic
Megamusic è stato molto piacevole parlare con te!! Un Megasaluto e ringraziamento a tutti voi e ad Antonio!!!

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv e megamusic, due webzine che mi hanno aperto anche al mondo del social media marketing…



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