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Published on febbraio 11th, 2014 | by Antonio Tortolano

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Sanremo 2014: Megamusic intervista Bianca

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Una settimana e poi sarà ancora una volta Sanremo. Oggi vi proponiamo l’intervista a Emma Fuggetta, per tutti Bianca, che con Saprai si presenta per la prima volta sul palco dell’Ariston. Piemontese, 20 anni, Bianca, nonostante dica di essere una ragazza cupa e pessimista, in realtà ha carica ed energia da vendere. Per lei il Festival è arrivato grazie ad Area Sanremo dove ha potuto farsi notare per le sue grandi qualità vocali. L’anima jazz e la maturazione soul fanno ben sperare per una carriera luminosa. Il 19 febbraio uscirà L’altra metà (Alma/Believe), il primo album di Bianca, lavorato insieme ad Alex Gaydou, suo vocal coach e produttore che ha creduto fortemente in lei. Ma intanto c’è l’emozione di Sanremo, da vivere attimo per attimo come racconta a Megamusic la giovane artista.

Bianca, vanno avanti le prove. Che impatto hai avuto con l’Ariston?

Sicuramente emozionante, ma meno spaventoso di quanto potessi temere. L’atmosfera è tranquilla, probabilmente ancora non realizzo di essere arrivata qui. Posso dire che la scenografia è stupenda e l’orchestra è meravigliosa. Devo dire che in me è salita la tensione a pochi minuti dalla prima prova perchè chi mi precedeva era Arisa e sentire le sue note precise, spaccate, perfette mi ha messo agitazione. Poi però mi sono sciolta.

Avresti mai pensato di arrivare a gareggiare al Festival?

Diciamo che ci speravo tanto, Sanremo è il massimo in Italia e per noi giovani può essere un punto di partenza fondamentale. E’ una lotta dura, speriamo di emergere.

Qual è il tuo reale obiettivo?

Di cantare due volte, il che significa arrivare alla finale del venerdì. Non sarà per niente facile, vista la qualità in gara, ma ce la metterò tutta. Nelle ultime edizioni i giovani hanno faticato a emergere e quasi tutti, una volta fuori, non hanno raccolto grandi soddisfazioni. Ma speriamo ci sia un’inversione di tendenza.

Qual è stato il tuo percorso che ti ha portato fino a Sanremo?

Nel 2012 attraversavo un momento di confusione artistica. Non sapevo quale fosse la strada giusta. Mia sorella, anche lei cantante, mi fece conoscere Alex Gaydou, vocal coach e produttore. Lui ha creduto in me fortemente, ho firmato un contratto. Poi è arrivata Area Sanremo ed eccoci qui. Sono stata brava, ma reputo la fortuna una componente fondamentale nella vita.

All’anagrafe Emma Fuggetta. Come nasce Bianca?

Non si direbbe ma io sono una persona cupa, pessimista, negativa. La parte nera che è in me mi condiziona. Un giorno proprio Alex mi disse devi tirare fuori la tua parte bianca. E da lì è iniziato tutto, in fondo Bianca suona bene…

Dei ragazzi in gara con te chi conoscevi prima? E chi vedi favorito?

Chiaramente avevo notato  Veronica perchè è arrivata in finale a The Voice, talent che ho seguito. E poi Rocco Hunt che ha già un pubblico importante. In questi giorni i ritmi sono molto serrati, ma pian piano stiamo socializzando. La prima occasione di incontro è stata a Roma per le foto e interviste di rito. Delle canzoni in gara posso dire che quella di Diodato è veramente bella, mi è venuta la pelle d’oca a sentirla. Per la vittoria Rocco Hunt potrebbe avere il pronostico dalla sua parte, è già conosciuto e apprezzato e il televoto può fare la differenza.

E dei big chi apprezzi particolarmente?

Mi piace moltissimo Noemi e poi sono felice che un grande artista come Ron torni all’Ariston.

Parliamo del tuo pezzo, Saprai. Come nasce?

Da un episodio. Era la festa di 80 anni di mia nonna. Lì è uscita tutta la famosa parte nera che è in me. Stavamo festeggiando in un hotel, quando improvvisamente mi sono rinchiusa in bagno e ho iniziato ad avere delle sensazioni strane. Da lì è nato il testo. Non c’è niente da fare, nella mia parte nera mi ci trovo bene…

E tra pochi giorni esce L’altra metà, il tuo primo album. Cosa ci dici a riguardo?

E’ il mio esordio discografico, saranno otto tracce. Tutti pezzi inediti, scritti con Alex Gaydou. L’abum parla dell’altra metà di me, tanta roba che non è uscita fuori e che in questo lavoro viene a nudo…

La passione per il Jazz e per il Soul quando è maturata?

A 14 anni. Credo che il jazz sia un genere sottovalutato in Italia, ma che mi ha sempre affascinato. Negli anni poi è uscita fuori la mia voce soul che mi ha spostato più verso un’altra direzione. Il pezzo che porto a Sanremo è molto pop, tuttavia risente sicuramente di influenze soul. Mi auguro che in futuro in Italia ci sia più spazio per questa realtà importante.

Cosa ne pensi dei talent e della crisi dell’industria discografica?

Le major attingono quasi sempre dai talent, sono la loro salvezza, ma non potrà sempre essere così. E’ giusto sicuramente che questi programmi abbiano il loro spazio, ma non può essere l’unica via per emergere. Personalmente sono felice di essere qui e che sia questo il punto di partenza per provare a realizzare qualcosa di importante. Le etichette indipendenti rappresentano una grandissima risorsa e spero vadano sempre meglio.

Dopo Sanremo cosa ti aspetti?

Di farmi apprezzare e conoscere sempre di più dal pubblico e portare in giro il mio primo album. 

 

 

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv e megamusic, due webzine che mi hanno aperto anche al mondo del social media marketing…



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