Published on Ottobre 29th, 2013 | by Antonio Tortolano

Megamusic intervista Cecilia Quadrenni

Oggi Megamusic vi propone l’intervista a Cecilia Quadrenni. Da qualche settimana è in radio It’s just rain, il nuovo singolo dell’artista aretina, estratto dal suo secondo album To  summer. Cecilia fin da piccola ha coltivato la passione per il songwritnig e per l’arte come cultura e ricerca. Ha studiato mimo, violino, recitazione e i tanti viaggi in Italia e all’estero hanno impreziosito la sua crescita artistica. Nel 2012 arriva Molto personale, il suo primo lavoro. Da lì per Cecilia Quadrenni è un crescendo di consensi che la portano a esibirsi non solo in Italia ma anche a Parigi e Londra.

It’s Just rain: parlaci del tuo nuovo singolo, uscito da poche settimane

It’s Just Rain nasce due anni fa quando ho fatto il tour a Londra ed ho avuto la necessità di scrivere un testo in inglese proprio per il pubblico britannico (non solo inglese ma di varie etnie). Non avrei immaginato di lì a poco di uscire con un ep interamente in questa lingua.
It’s Just Rain è nato per gioco ma poi ha trovato molti consensi proprio a Londra ed è per questo che ho voluto proporlo come singolo. Rimasi impressionata dal fatto che molte persone lo canticchiavano pur sentendolo per la prima volta, mentre io ero molto tesa ed impegnata a pronunciare bene le parole…

Il tuo percorso artistico nasce con il rifacimento in chiave pop del Concierto de Aranjuez. Cosa ti ispirato?

Quel brano non lo conoscevo fino a che non lo sentii suonato ad una sagra di paese. Era suonato anche molto male ma pensai subito che fosse splendido. Così mi documentai e vidi che lo avevano cantato i migliori cantanti lirici come Pavarotti, Bocelli, Carreras e rimasi molto colpita dal testo. E’ un brano infatti ispirato ai giardini del Palazzo Reale della città di Aranjuez, richiama i suoni della natura e questo collima perfettamente con la mia visione e con il mio modo di fare musica.
Così ho deciso di rifarlo a modo mio, dandogli una chiave di lettura pop, a differenza di come generalmente era stato interpretato.

Fin da piccola hai viaggiato tanto. Quanto è stato importante nel tuo avvicinamento alla musica?

Come dicevo per me conta molto nella musica la corrispondenza emozionale con la natura, per cui tutto ciò che è nel mondo, le bellezze dei paesaggi di ogni nazione o paese, è fonte di ispirazione musicale e chiude il cerchio dell’arte in una corrispondenza di suoni ed emozioni.

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 Un anno fa il tuo primo album “Molto personale”. Quale bilancio senti di tracciare?

Quando ho coinvolto il mio chitarrista a riadattare cover famosissime in chiave acustica, cercando di farle a modo mio, non avrei mai immaginato che di lì a poco mi sarei ritrovata a presentare quei brani nei migliori locali di Londra e a farli uscire in Italia in un EP. L’ho presentato a Rai Uno, ho avuto passaggi nei network nazionali e, se penso che non c’è che la mia voce e la chitarra, in un momento musicale così caotico, non posso che essere soddisfatta e molto felice del percorso che mi ha fatto fare. Mi fa pensare che la semplicità paga sempre.

Adesso è il momento di “To summer”. Quali sono le differenze rispetto a un anno fa?

Innanzitutto “To Summer” è un ep di inediti e quindi mi sono messa ancora più in gioco. Mi piace definirlo “un assaggio”  di quello che è il mio mondo musicale, perché ci sono tre brani inediti in cui esprimo me stessa con musica, testi e anche con gli arrangiamenti. Ogni brano è ispirato ad un evento della natura, come la pioggia., l’estate, il vento della primavera. Non è cambiato molto da “Molto Personale”. Prima ho dato una mia visione della musica e del mio modo di cantare attraverso i brani di altri. Adesso lo faccio con i miei e ci vuole molto più coraggio e fatica ma ogni vittoria è sicuramente molto gratificante.

 Oltre che in Italia, ti sei esibita anche all’estero, in particolare a Parigi e Londra. Che emozioni si provano a cantare in queste città e quali differenze hai notato tra il pubblico parigino e quello londinese?

Sicuramente i francesi sono più omogenei e più legati alla loro musica, quindi non puoi non fare qualche brano nella loro lingua e del loro repertorio. Per cui devi prima far capire che conosci la loro cultura e dopo ti spalancano il cuore e prestano molta attenzione alla tua musica anche se è in un’altra lingua. Invece il pubblico londinese è più aperto alla diversità, forse perché ci sono poche persone veramente inglesi e sono molto più “internazionali” come atteggiamento mentale.

Quali sono gli artisti che hanno ispirato il tuo percorso artistico?

Amo molto Dido per dire un nome conosciuto ma amo anche cantanti non famosi come Mazonakis che è greco, Balavoine, vecchio artista francese, e mi piace vivere la musica senza pregiudizi e nomi ridondanti. C’è da imparare da tutti, per cui ogni brano che mi emoziona è per me fonte di ispirazione e di contaminazione, anche se dovesse essere semplicemente la sigla di un cartone animato.

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Hai studiato violino, mimo, recitazione. Scrivi, canti. Come ti vedi tra qualche anno?

Mi vedo sempre con il microfono in mano. Quello sicuramente perché prima di essere cantautrice mi sento semplicemente cantante. Non so quale pubblico avrò davanti, se sarò sola o con migliaia di persone, ma sarò lì a cantare, di quello ne sono sicura.

Cosa ne pensi del mercato discografico? Meglio stare in una major o in un’etichetta indipendente?

A dire il vero non sono mai stata con una major e ho la sensazione che sia la cosa migliore. Avere qualcuno che mette a disposizione la propria esperienza per fare le cose più veloci e di qualità senza dover sperimentare tutto da sola come ho sempre fatto. Penso che se una major abbraccia e sposa il tuo progetto, sicuramente hai un percorso più facile se al contrario cerca di snaturarti, allora non ha senso.

Progetti futuri?

Un album in cantiere con brani da dedicare ad altre manifestazioni della natura, nuove lingue da sperimentare come il francese e tanti live che sono il momento più bello dell’incontro con il pubblico. Grazie per la bella intervista.

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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