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Published on dicembre 16th, 2021 | by Antonio Tortolano

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Transparent: Megamusic intervista Veronica Vitale I-Vee

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Oggi vi proponiamo su Megamusic l’intervista a Veronica Vitale,  artista e produttrice musicale d’avanguardia di origine italiana che negli ultimi dieci anni ha conquistato gli Stati Uniti. Il suo nuovo singolo è Transparent.  Prodotto negli Usa da Visionary Vanguard Records e distribuito da AMA Amadea Music e The State51 Conspiracy, “Transparent” è un canto di rinascita e di difesa contro ogni forma di bullismo, abuso di potere e autolesionismo. È un brano le cui sonorità si collocano all’interno di un genere musicale futurista, definito da Veronica Vitale “Musica Liquida e Genere Fluido” di cui l’artista è pioniere e firmataria del Manifesto dell’Arte. Veronica Vitale I-VEE è una pianista, imprenditrice per l’industria discografica statunitense, attivista per i diritti dell’infanzia, per l’emancipazione femminile e per lo sviluppo sostenibile, socialmente impegnata nella lotta contro il bullismo e l’abuso di potere.

Veronica sei soddisfatta per il riscontro che sta avendo Transparent?

Il brano è stato pubblicato da pochissimo, ed in realtà, la mia soddisfazione la vivo già nelle fasi di fine produzione. Quando finisci ciò che inizi e sei felice, è quello il successo. Qualunque cosa dovesse accadere con questo brano, mi basta soltanto sapere di aver dato tutto quello che ho da offrire, insieme a tutto quello che avevo da perdere.

Raccontaci come è nata l’idea di girare il videoclip in Ohio?

Il mio brano si colloca tra accettazione e molestia, trascina un certo tipo di peso, drammatico ed imperdonabile, granitico, alienato, diretto come una ferita aperta, come quando non puoi fuggire dal dolore. Ho co-diretto il mio video ed avevo una visione netta di quello che volevo vedere. Sarebbe stato un bel video, semplice ma fluido, circondata dalle cose che sento mie, come una Warehouse Industriale del 1800, costruzioni tipiche di Cincinnati, la città dove tutta la mia trasformazione artista ha avuto inizio, in quelle neighborhood. Volevo un video dai significati “sottili” come il dolore quando penetra sotto pelle, come un arcobaleno che in silenzio si staglia dall’altra parte della tempesta. Era questo il “tono” del nuovo singolo e così sarebbe stato il video: agghiacciante per chi si riconosce, filmico per gli esperti di musica, e pieno di speranza per chi nella musica cerca un amico.

Qual è stato secondo te il momento più significativo della tua carriera negli ultimi 10 anni?

Dieci anni sono una finestra che raccolgono tante esperienze significative. Credo che primo fra tutti, il momento in cui ho stretto la mano del mio papà ed ho capito che non ero sola. Che avrei avuto un migliore amico, su cui contare, durante ognuno di quei giorni passati con un morso allo stomaco mentre ti rimbocchi le maniche, in fila ad aspettare il tuo turno sulla lunga strada verso la felicità.

Sei molto impegnata socialmente e porti avanti diverse battaglie. Puoi dirci di cosa ti stai occupando adesso, a tal proposito, nello specifico?

Bullismo, Cyber-bullismo e sto seguendo i lavori di sviluppo della prima vera accademia gospel nello stato del Bayelsa, Nigeria. È uno dei progetti sviluppati con Artist United, la mia ONG fondata nel 2020.

Parlaci del tuo legame con l’Italia e come vivi questo doppio filo che ti lega agli Usa

L’Italia e gli Stati Uniti sono i miei due mondi in collisione, che mi hanno tenuta sempre a metà tra la domanda sprezzante “chi saresti tu?” e l’affermazione a 9310km di distanza “Veronica Vitale è un’artista internazionale”. Negli Stati Uniti attraversavo con leggerezza luoghi attraversati dalla bellezza e dalla storia della musica, e lì, conoscevano la mia storia e la mia musica. Poi rientravo a casa, e mi ritrovavo a dover abbassare i toni, spogliarmi dell’abito che mi ha regalato la musica, indossare il paradenti, la canottiera, i guantoni da pugile e fare a pugni con quell’atteggiamento che non perdona il merito, né il talento, quel “lo stai facendo tu, ma se l’avessi fatto io avrei fatto di meglio” “non sei uscita dal quadratino della televisione nazionale italiana quindi non sei abbastanza” che ingoiavo ogni giorno insieme a quel tentativo di farmi provare un sentimento di mediocrità. Mille volte avrei voluto tirare un respiro ed adagiarmi su una frase piuttosto che l’altra, ma non farlo, mi ha dato il “mordente” per migliorare, spingere di più, tra una carezza sulle guance ed un bastone di ferro nei fianchi. La mia storia accade tutta lì, nel vuoto della distanza intercontinentale tra la frase “Tu non sei nessuno”…e…  “Veronica Vitale is a multi-awarded International Recording Artist”.

Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi imminenti progetti artistici?

In uscita nel 2022, il mio album più voluto “Inside the Outsider (Dentro colui che pensa fuori dagli schemi) ed un EP che lo anticiperà dal titolo “Futuro Perfetto”. Nel frattempo “Transparent” rappresenta l’ultimo capitolo di un viaggio meditativo, zen e sinfonico, di un antologia chiamata “La teoria di tutti i colori” nove album ispirati ai colori dell’arcobaleno, che vi invito ad ascoltare.

Com’è stata la ripresa post covid per il settore musicale, o meglio come hai vissuto il periodo pandemico e come te lo sei messo alle spalle?

Il mondo che conosciamo, è cambiato per sempre. Quando si rompe uno specchio, possiamo aggiustarlo, ma le crepe rimangono. Durante quei giorni ho raccolto le mie emozioni nella preghiera per l’umanità dal titolo “Hymn to Humanity” proprio durante la pandemia, ed sono disponibili su Youtube, un po’ di episodi dedicati proprio a quel periodo ed alla nascita di “Artist United”, una meravigliosa realtà globale.

In Italia, delle nuove leve chi apprezzi particolarmente? E quali sono invece i tuoi punti di riferimento oltre oceano?

Ti dico delle nuove leve statunitensi, perché è dove vivo la mia vita principalmente adesso. Seguo The Kid Laroi, Olivia Rodrigo, Billie Eilish. Ma la musica si consuma veloce, perché si produce veloce. I miei riferimenti sono gli storici Freddy Mercury, Johnny Cash, Hans Zimmer, e nel dubstep Chill Pop Seven Lions, il Sadcore di Lana del Rey, ed ultimamente ogni produzione Lo-Fi disponibile.

Ti vedremo presto in dei live anche in Italia?

“Nemo Profeta in Patria” – giuro che se comincia un tour anche in Italia, lo chiamo così.

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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