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Published on Novembre 13th, 2014 | by Antonio Tortolano

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Trace Elements: Megamusic intervista Paolo Di Sabatino

Trace Elements è il nuovo album, uscito lo scorso settembre, di Paolo Di Sabatino, pianista e compositore con all’attivo già 20 dischi. Un lavoro impreziosito dalle presenze di una leggenda del jazz come Peter Erskine e dal bassista Janek Gwidzala. Paolo Di Sabatino, anche arrangiatore e produttore, negli anni ha partecipato a diversi programmi radio-televisivi e si è esibito nei più importanti club di Europa e Usa. E’ anche docente al Conservatorio dell’Aquila. Gli abbiamo rivolto alcune domande. Ecco la nostra intervista…

Paolo, un primo bilancio di Trace Elements a due mesi dalla sua uscita

Bilancio assolutamente positivo! Sto ricevendo in continuazione attestazioni di grande apprezzamento da parte di molte persone dall’Italia e dall’estero. Peraltro da pochi giorni mi hanno comunicato l’uscita, a gennaio 2015, di una recensione sul prestigioso magazine inglese Jazz Journal.

Come è nata l’idea di questo lavoro?

Era un mio vecchio pallino riuscire a coinvolgere Peter Erskine (al quale ho anche dedicato il brano Peter appunto http://www.youtube.com/watch?v=lYq3h_kzj4E inserito in questo cd) in un mio progetto, e finalmente sono riuscito a realizzare questo desiderio. Erskine rappresenta da sempre un mio punto di riferimento come batterista, è un musicista leggendario, che ha contribuito a scrivere la storia del jazz degli ultimi decenni. Gwizdala è un astro nascente, un bassista eccezionale che mi è stato presentato proprio da Peter, che lo considera il bassista del futuro in questo genere.

Collaborazioni di un certo rilievo che danno maggiore spessore all’album. Quanto è stato importante il supporto di Erskine e Gwidzala?

La musica per me è dialogo. A prescindere dalla bravura dei musicisti, la cosa più importante è l’intesa che si crea. A volte mi è capitato di suonare con musicisti eccezionali con i quali però non è scattato alcun feeling e la qualità della musica non ha raggiunto livelli memorabili. Con Peter e Janek ha funzionato tutto alla perfezione! Sono musicisti straordinari e persone affabili.

C’è un giovane pianista italiano che apprezzi particolarmente in questo periodo?

Non per dare adito al vecchio adagio napoletano “ogni scarrafone è bello a mamma sua” visto che è stato mio allievo, devo dire che un giovane molto interessante è Nicola Sergio, brillante pianista e ispirato compositore, qualità quest’ultima che io ritengo fondamentale in un musicista.

Hai suonato in tantissimi club esteri. C’è un ricordo o aneddoto che ricordi con piacere più di altri?

Il primo aneddoto che mi viene in mente è relativo ad un concerto che feci anni fa a Chicago, nel famoso Jazz Showcase, storico locale dove si esibirono all’epoca del “bebop” nomi come Charlie Parker e Miles Davis. Bene, durante la mia esibizione, non so se per la mia eccessiva energia in quel momento o perché era deteriorata, saltò una corda del pianoforte! Fortunatamente riuscii a finire il concerto senza problemi.

 E in Giappone che riscontro c’è con questo genere musicale?

Suonare in Giappone è un’esperienza quasi mistica. Amano l’Italia e il jazz italiano, hanno poi un rispetto e una passione per la musica e per i musicisti che regala emozioni continue a chi si esibisce davanti a loro. Non mi era mai capitato di avere una fila lunghissima di fan con i miei cd in mano, in attesa di un mio autografo! Sensazione indescrivibile, che spero di ripetere quanto prima.

L’Aquila post terremoto. Che riscontro c’è a livello artistico, anche all’interno del Conservatorio?

L’Aquila purtroppo ha dovuto fare i conti con una gestione criminale della ricostruzione. Spero di cuore che la situazione possa migliorare. Per quanto riguarda la musica, l’attività del Conservatorio e delle altre istituzioni (Istituzione Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani e la Società dei Concerti Barattelli) non si è fermata neppure un istante! Qui le cose sono state gestite bene da persone valide e soprattutto oneste.

Progetti futuri?

Uno coinvolge proprio una delle Istituzioni aquilane sopra menzionate. A fine ottobre abbiamo registrato, nell’auditorium del Conservatorio, col mio trio (Daniele Mencarelli al contrabbasso e Glauco Di Sabatino alla batteria) con l’orchestra sinfonica abruzzese (l’ISA, appunto) diretta da Roberto Molinelli. In repertorio anche la mia “Jazz Fantasy for Piano Jazz Trio e Orchestra”. Il cd uscirà nel 2015 e ne sono davvero felice. Suonare con un’orchestra sinfonica è una sensazione magica! Poi c’è in cantiere un bellissimo progetto con lo scrittore Fabio Salvatore…

Crediti fotografici: Giampiero Marcocci

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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