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Published on febbraio 27th, 2014 | by Gaia Passerini

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Moderat a Milano: la recensione di Gaia Passerini

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Quando ti prepari ad assistere a un concerto dei Moderat sai già che sarai coinvolto in uno spettacolo emozionante e travolgente. Tuttavia la genialità delle proiezioni visual magistralmente accompagnate ai suoni dei dj e all’utilizzo di fasci di luce provoca ogni volta brividi nuovi e inaspettati. Il gruppo berlinese dei Modeselektor con il dj Apparat, che insieme formano il progetto musicale Moderat, lo scorso 22 febbraio hanno offerto al pubblico milanese dell’Alcatraz uno spettacolo difficile da dimenticare. Quattro pannelli posizionati a croce su cui sono state proiettate immagini e video creavano l’illusione di figure tridimensionali e vive in movimento a ritmo di musica.

La techno del gruppo accompagnata alle note di Sasha Ring (aka Apparat) hanno fatto ballare e sognare i fan per quasi due ore nonostante un piccolo imprevisto tecnico e l’acustica forse non così adatta al genere. L’Alcatraz strapieno (la data di Milano era sold out da almeno un mese come svariate altre tappe del tour dei Moderat) ha buttato le mani al cielo e lanciato grida di approvazione alla partenza delle prime note di “A New Error” mentre il proiettore creava l’illusione tridimensionale del movimento di grandi mani illuminate su fondo completamente nero. Altra standing ovation per “Last Time” ultimo brano dei Moderat così come per “Bad Kingdom”, singolo di lancio dell’ultimo album “II”. Sembra di essere completamente risucchiati in un universo parallelo fatto di immagini oniriche, luci psichedeliche, leggerezza e suoni travolgenti in un mix unico e totalizzante.
E anche la performance di apertura del concerto è stata all’altezza di ciò che è seguito con la musica di Lars Stöwe conosciuto come Anstam. Un mix originale e perfetto tra sonorità dubstep – di per sé genere meticcio – l’IDM, la jungle, la drum’n’bass.

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About the Author

Nata a Busto Arsizio (Va) nel 1984, ho trasferito la mia vita a Milano dove il caos dei miei interessi ben si sposa con il chiasso della città. Social addicted, piercing lover, runner e fashion watcher, sono una giornalista da sempre, lo sono nell’anima. E mentre le dita rimbalzano sulla tastiera, il cervello rimbalza a ritmo di musica: che sia techno o heavy metal poco importa. Basta che sia incasinata, come me…



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