interviste

Published on Giugno 21st, 2014 | by Antonio Tortolano

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Libera te: Megamusic intervista Roberta Pagani

Libera te è il quarto album di Roberta Pagani, artista milanese che ha pubblicato questo lavoro nello scorso mese di dicembre con l’etichetta Music Force di Chieti. Sette brani che rappresentano una sorta di svolta artistica rispetto ai precedenti album. Decisivo l’incontro con Hal, musicista legato al mondo dell’elettronica. Con lui è nato questo progetto che porta a un mix di sonorità elettro pop che sfociano in testi dai contenuti legati al sociale e a un mondo “alto”. Roberta Pagani è diplomata in canto lirico e classico. E’ docente di canto e in carriera ha già ottenuto diversi premi e riconoscimenti. Abbiamo rivolto alcune domande alla cantante meneghina che ci parla delle sue esperienze e dei suoi progetti futuri…

Roberta, a sei mesi dall’uscita di Libera te, quale bilancio senti di tracciare. Soddisfatta del riscontro ottenuto?

A sei mesi dall’ uscita dal disco sono soddisfatta di avere un disco che è passato dalle casse della Feltrinelli, che è reperibile ovunque nel mondo e che ha girato radio nazionali e internazionali. È chiaro che, essendo il primo cd con una distribuzione e con un’etichetta discografica non potevo pretendere grandi cifre di vendita, ma l’esperienza e la gioia di averlo è impagabile.
Rimarrà un importante tassello del mio percorso, il tassello della mia svolta stilistica e commerciale.

Diversi Live, tra cui quello all’Eataly Smeraldo di Milano. Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

 Il pubblico è la parte fondamentale per l’energia che si crea in una serata, poco o tanto che sia, l’importante è che sia entusiasta di quello che fai. Quello che conta è che le persone che vengono a sentirci si portino a casa un po’ della nostra carica e magari un motivetto nella testa. In alcuni posti, come all’Eataly, catturare l’attenzione del pubblico è molto problematico in quanto sono posti in cui la musica è un sottofondo invece che essere protagonista. In quel caso diventa ancora più divertente catturare l’attenzione del pubblico perchè le persone non sono lì per te e quindi se si fermano ad ascoltarti è un piccolo successo personale. In ogni caso la questione “pubblico” ai concerti è una questione che mi coinvolge molto in quanto spesso i locali permettono ai gruppi di esibirsi dietro l’assicurazione di un seguito di persone presenti. Questo deriva dal fatto che in Italia, soprattutto al nord, la cultura di uscire di casa e andarsi a sentire un bel live magari di sconosciuti è sempremeno radicata con conseguenti problemi sia per i gestori dei locali sia per le band che si trovano a fare relazioni pubbliche più spesso di quanto non facciano musica. Quest’abitudine al “divano” va cambiata assolutamente.

L’incontro con HAL. Quanto è stato importante per la tua crescita artistica?

Hal è stato colui che ha creduto in me e mi ha dato fiducia arrangiando tutti i pezzi del cd Libera Te con il suo stile elettronico, svecchiando le mie melodie dal gusto del pop italiano anni ’90. Questa sinergia è nata immediatamente e nel giro di tre mesi abbiamo creato il cd. Nel momento in cui disperavo di dare una dignità musicale ai miei pezzi l’ho conosciuto e nell’arco di pochissimo il cd è nato.

Dei sette brani che compongono l’ultimo album, a quale sei maggiormente legata e perchè?

 Questo cd ripercorre molte tracce del mio percorso, sia di quello che sono e che penso sia di alcune fasi della mia vita. Ognuno è importante per me perché rispecchia un aspetto di me stessa, ènon saprei scegliere esattamente come non saprei scegliere se mi chiedessero il colore preferito in un arcobaleno, perché l’armonia del tutto è molto più bella del colore particolare. Ad ogni modo il brano “Gocce d’incoscio”, scritto tra i banchi di università durante una noiosa lezione di anatomia comparata, è il pezzo in cui mi rivedo di più poiché esprime una voglia di cambiamento e di libertà che vorrei far esplodere ad ogni nota.

Cosa ne pensi della crisi dell’industria discografica. Meglio le major o le label indipendenti?

 Non ho mai provato un’esperienza con una major e per ora l’idea che mi sono fatta è per sentito dire. Quello che sicuramente si può notare è il contatto umano e lo spirito collaborativo ed amichevole che si può instaurare tra artista ed etichetta indipendente in cui entrambe le parti lavorano per uno scopo comune che è la diffusione dell’arte. Cio è quello che è successo nella mia esperienza con la Music Force di Chieti, l’etichetta indipendente del mio cd: il lavoro è suddiviso tra discografico e artista, entrambi collaborano per ottenere risultati sempre più alti e gratificanti.

Cantante, musicista, docente, hai fatto parte di gruppi e vanti collaborazioni importanti. Tra dieci anni come vedi delineata la tua carriera?

Tra 10 anni mi vedo nella mia scuola di musica circondata dal canto dei miei allievi, con tanti live alle spalle, tanti cd col mio nome sugli scaffali, tanto da dire, da insegnare ma tanto ancora da fare.

Quale artista apprezzi maggiormente nel panorama italiano?

 Sicuramente Franco Battiato, non tanto per la capacità vocale ma per l’impegno nei testi e degli arrangiamenti. Da lui la voglia di utilizzare tematiche ricercate e mai scontate. Usare la musica come ricerca e arricchimento personale penso sia la forma più nobilitante che possa avere l’arte.

Quali sono i progetti futuri di Roberta Pagani?

Sto già lavorando il mio gruppo al nuovo cd che sarà un’evoluzione ulteriore rispetto a Libera Te, avrà arrangiamenti più raffinati e del tutto strumentali, tematiche e trame più morbide, ma con lo stesso tiro rock. Mi auguro che presto possiate sentirlo e sentirne parlare…

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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