Published on Gennaio 28th, 2014 | by Antonio Tortolano

Megamusic intervista Roberta Di Lorenzo

Esaurimento da web è il nuovo singolo di Roberta Di Lorenzo, pubblicato lo scorso 17 gennaio. Un brano decisamente attuale e moderno che tocca con ironia l’infinito mondo dei social network. La cantautrice, originaria di Termoli, ha nel suo Dna la versatilità. Ne 2013 ha presentato Polsi, un pezzo particolarmente forte che si occupa del femminicidio. Roberta Di Lorenzo vanta già importanti collaborazioni, la più suggestiva quella con Eugenio Finardi, che l’ha vista protagonista nel Sanremo 2012, autrice di E tu lo chiami Dio, interpretata dall’ artista milanese e classificatasi al decimo posto.  Ha studiato pianoforte, chitarra e canto lirico e Roberta Di Lorenzo ha già nel “palmares” un premio Lunezia e una finale della Targa Tenco.

Roberta, Esaurimento da web è sicuramente un pezzo molto attuale. Come è nata l’idea?

Volevo parlare del fenomeno dei social network e della dipendenza da essi, in un modo ironico, provocatorio e diretto. E’ bastato osservare la realtà e come il web l’ abbia notevolmente modificata  per riuscire a farlo attraverso questo nuovo sound che apre una nuova fase musicale . E’ un brano dinamico che esprime con chiarezza il suo significato. Per concludere, non è una critica al mondo giovanile, piuttosto un segnale d’ allarme lanciato alla nostra società. Dosare il virtuale, sfatare il mito della perfezione , della finzione, delle apparenze, allentare le nevrosi, la velocità, e riflettere sulla vita reale, fatta di lettura, viaggi, bellezze che non dobbiamo perdere, e riscoprire un tempo scandito da battiti più ampi.

Anche il video racchiude un po’ il “mondo giovanile” di questi tempi. Ti sei divertita a realizzarlo?

Molto e  anche il regista e tutto lo staff di lavoro. Ho sempre amato travestirmi e fare caricature, il brano si prestava alla mia idea, passare da un personaggio all’ altro con una buona dose di autoironia. Senza scrupoli o timori di immagine, arrivando da un mondo precedente  più classico e posato, mi sono lanciata in questa rappresentazione che meritava esagerazioni ed eccessi d’ immagine, visto che andavo a descrivere il  mondo dei social fatto di foto, pose, frasi, aforismi ecc ecc,  un circo insomma!

Polsi” è invece un pezzo forte contro il femminicidio. Quanto è importante per voi artisti sensibilizzare su temi così caldi?

Polsi si accosta al tema della violenza sulle donne in modo discreto e delicato. Per quanto l’ argomento sia spietato, contro natura, vergognoso e degradante. La violenza genera altra violenza, quando una donna, un qualsiasi essere umano subisce un male simile, questo non farà che alimentare un processo di autodistruzione, il senso di colpa, la vergogna e l’ incapacità del superamento del trauma. Un gesto del genere è in pratica irreversibile sulla persona, quella donna sarà un’ altra donna per tutto il resto della sua vita. L’ arte deve dipingere questi scenari e metterli di fronte alla gente. L’ art, tutti i giorni,  puo’ manifestarsi con nuovi messaggi, puo’ cambiare le menti delle persone, puo’ modificare i pensieri, mettere fine alle guerre.

Che ricordo hai del Sanremo come autrice di Eugenio Finardi? Pensi a una tua partecipazione come artista in gara?

Sanremo è stata un’ occasione arrivata per caso, mai inseguita. E’ stato un grande traguardo per me esserci arrivata come autrice, un traguardo che ha aperto un nuovo periodo della mia vita. Capisci che le canzoni hanno un propria dignità , devono essere protette e non parlo di Siae ( beh , anche! ) ma di una protezione materna. La gente  si innamora, sogna, si veste di canzoni, e non immagina cosa ci sia dietro quei tre minuti e mezzo, il lavoro e un pezzo della vita di chi le scrive. Abbiamo una grande responsabilità. Quello che ricordo è Eugenio sul palco e io li davanti con un sorriso largo. Non riesco a immaginarmi  come artista in gara e francamente non penso che mi vogliano a Sanremo.

Tra 10 anni ti vedi più autrice o cantante?

Tra dieci anni mi vedo su un monte Tibetano a chiedermi “ma perché non ci sono venuta prima?” Mi auguro entrambe le cose, quello che sto facendo in questo periodo è approfondire il potenziale e le sfumature della mia voce. E’ piu’ un mio obiettivo personale, insomma, una sorta di training autogeno per me .

Major ed etichette indipendenti. Cosa ne pensi della crisi dell’industria discografica?

Diciamo che oggi è molto più facile auto prodursi e anche conveniente per molti aspetti, più faticoso di certo, difficile ammortizzare tutti i costi se si mira solo alle vendite dei dischi, che francamente non si vendono più come una volta. Un tempo la gente andava ai concerti si innamorava del cantante Tizio e il giorno dopo era li a cercare l’ intera discografia. Oggi si ascolta Il signor Tizio in radio o sulle piattaforme digitali, ci si crede innamorati e si corre al primo concerto del signore in questione. Ragion per cui credo fortemente nel valore dei live, dei concerti , della dimensione musicale dal vivo insomma. E’ l’ unica possibilità che resta alla buona musica di essere ancora ascoltata. Il mercato è cambiato, per certi versi continua a macinare robetta da quattro soldi promuovendola come nuovo fenomeno dell’ anno, fino all’ anno successivo. Cosa che è sempre esistita, con la differenza che la musica di qualità è soffocata e ha sempre meno spazio perché occupato da investimenti descritti sopra, su cui tra l’ altro vengono spesi un mucchio di soldi, di cui l’ artista ahimè vedrà solo una misera parte.

Quali sono gli artisti che fin da piccola hanno influenzato il tuo percorso?

Ho divorato dischi in vinile , in casa i miei genitori ne avevano tanti, la mia prima grande passione è stata la musica classica, non mi ha mai lasciata, trovo che li risieda la chiave di ogni composizione anche contemporanea. Ho amato Joni Mitchell, James Taylor, Crosby, Stills, Nash & Young,  ma anche il pop inglese, il cantautorato Italiano dei tempi d’ oro. De Andrè , De Gregori, Ivan Graziani e una smisurata passione per Dalla…

Vanti importanti collaborazioni, con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?

In Italia abbiamo delle forti personalità artistiche, visto che miro molto alla scrittura, non mi dispiacerebbe un giorno poter scrivere per Antonella Ruggero o affiancare un nome come quello di Claudio Baglioni…Fantasie. All’ estero, c’ è uno straordinario pianista e cantante purtroppo poco noto nel nostro Paese, Bruce Hornsby, visto che mi piace sognare, sogniamo alto ! 😉

La finale della Targa Tenco e il Lunezia. Dell’apprezzamento da parte della critica cosa ti ha gratificato di più?

Non mi aspettavo di comparire tra  i finalisti della Targa Tenco, non mi aspettavo il premio Lunezia e tanti altri riconoscimenti. Credo che de “L’ occhio della Luna” abbiano premiato il coraggio dei testi e di arrangiamenti classici, fuori dai canoni commerciali. E’ stato volutamente un lavoro non radiofonico e poco vendibile, il mio intento era quello di arrivare attraverso piccoli passi al pubblico, costruire un percorso sincero che richiedesse tempo. Mi lusinga sempre ricevere complimenti, mi imbarazza anche, ad ogni modo sto lavorando per raccoglierne altri…Ad maiora semper ! 😀

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi aspetta “Moderato Cantabile” un  reading teatrale che mi vedrà in scena con Milena Vukotic il prossimo 8 maggio. Ma prima uscirà un secondo singolo, previsto per la primavera di questo anno. Intanto frulla nella mia testa un terzo album, sento che non tarderà ad arrivare!

 

 

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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