interviste piero cassano

Published on novembre 14th, 2013 | by Antonio Tortolano

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Megamusic intervista Piero Cassano, storico fondatore dei Matia Bazar

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Oggi Megamusic ospita un grande nome della musica italiana. Parliamo di Piero Cassano, fondatore dei Matia Bazar, per dieci anni compositore e produttore di Eros Ramazzotti. Ha scritto dal 1994 al 2002 per Mina. Innumerevoli le partecipazioni di Piero Cassano al Festival di Sanremo in diverse vesti artistiche. In questi giorni il musicista genovese è impegnato in Puglia con A Vivavoce, la prima audizione nazionale per cantanti, cantautori, gruppi musicali, strumentisiti solisti ed autori. Piero Cassano presiede la giuria. Con lui Fabio Perversi e Nuccio Cappiello. La finale il 28 dicembre a  Bitonto e il vincitore avrà la possibilità di lavorare a un progetto discografico. Con Piero Cassano parliamo proprio di A Vivavoce, di mercato discografico, di talent show e ovviamente di Matia Bazar, Eros Ramazzotti e Mina.

A Vivavoce è ai nastri di partenza. Una nuova possibilità per i giovani talenti?

A Vivavoce è un’occasione per i giovani per confrontarsi con dei professionisti della musica. Compositori, produttori, autori insieme cercando di dare i giusti consigli ai nuovi talenti. Il mercato discografico sta cadendo davvero in basso, i giovani devono avere la giusta opportunità per emergere e far capire tutte le loro qualità. Non si tratta di combattere contro i talent show, semplicemente siamo su posizioni diverse. Ho spesso notato che in questi programmi il repertorio che viene tirato fuori è quello straniero. Ma in questo modo viene meno il punto di vista interpretativo. L’ascolto di una canzone in italiano può dare una valutazione diversa. A Vivavoce non ci saranno palette rosse o verdi. Il confronto è anche una prova per noi che mastichiamo musica da 40 anni. Saremo dei consiglieri, ci tengo a precisare che parliamo di un’audizione e non di un concorso. E indicheremo ai ragazzi anche se è il caso di continuare con questa passione o fare altro nella vita. Vogliamo sapere perchè si approcciano al mondo della musica, ci sarà un contatto diretto con i giovani, una forma più umana rispetto ad altri contesti.

Come mai la scelta della Puglia e di Bitonto?

Con Nuccio Cappiello, un ingegnere del suono straordinario e Fabio Perversi, il nostro grandissimo polistrumentista, arrangiatore  abbiamo pensato al Sud, dove ci sono tantissimi talenti che però fanno fatica ad emergere. Non tutti possono permettersi di arrivare a Roma e soprattutto a Milano che è il centro nevralgico della discografia. Il sindaco di Bitonto è dalla nostra parte, essendo anche un appassionato di jazz e lirica. Faremo la finale il 28 dicembre al Teatro Traetta, un luogo meraviglioso. La Puglia musicalmente e non solo è una terra straordinaria. Qui sono nati artisti eccellenti e pensiamo anche a una delle band più forti, i Negramaro, sono salentini. 

Sei il fondatore dei Matia Bazar. Quali sono i progetti futuri con il gruppo?

Stiamo progettando un dvd. La nostra è una storia che dura da 38 anni e che ha saputo resistere e non si è mai fermata nemmeno davanti alle difficoltà. Ai nostri concerti continua a venire una marea di persone, Fabio Perversi l’ha immortalata in una foto quest’estate. I nostri fan, in ogni occasione, vedono lo show per intero, senza andare mai via. Amano le nostre canzoni.  Siamo stati anche gli unici ad avere tre passaggi televisivi sulla Rai in quella meravigliosa trasmissione che è Emozioni. Di solito nei dvd vengono inserite le canzoni più famose, io penso invece che sarebbe il caso di mettere quelle che lo sono meno, delle perle rare, pensieri di vita. 

Avete fatto la Storia di Sanremo. Ripartecipereste a una nuova edizione del Festival?

Forse sì, ma non ne sono sicuro. L’ultima nostra presenza a Sanremo ci ha fatto molto pensare. Abbiamo subito una eliminazione con la votazione via sms da casa. Ci siamo rimasti tra il male e il sorpreso. Non condivido il metodo con cui si assegna il passaggio del turno fino ad arrivare al vincitore. Penso che Sanremo sia rivolto ormai soprattutto ai giovani, specie fino a quando ci sarà il televoto. A volte ti senti preso un po’ in giro, noi abbiamo vinto due edizioni e abbiamo partecipato dodici volte. Penso poi a pezzi come Vacanze romane e Brivido caldo, che hanno fatto la storia senza entrare in classifica. 

Cosa ne pensi della crisi dell’industria discografica?

La verità è che nelle case discografiche non esistono più i veri direttori artistici e questo ha portato a un impoverimento del settore. Penso poi che non si può più vivere di sole royalty e di diritti d’autore. Meglio puntare sui concerti, sui live che poi ti gratificano anche di più. Una considerazione la faccio anche su Sanremo. Se andiamo a vedere la categoria giovani degli ultimi 10 anni, quanti di quei ragazzi hanno svoltato in questo settore? Te lo dico io, pochissimi.

Hai lavorato 10 anni con Eros Ramazzotti. Molte sue fortune il cantante romano le deve a te. Come ricordi quel periodo?

Ti ringrazio per questa domanda che mi fai. Ho un ricordo bellissimo di quegli anni, sono stato il produttore di Eros per 10 anni, con lui ho girato il mondo. Ramazzotti ha venduto 20 milioni di dischi, è sempre fortissimo. Voglio ricordare due persone con cui ho condiviso tanti momenti che sono Adelio Cogliati e Roberto Galanti, che purtroppo ci ha lasciato da pochi mesi.

Hai scritto pezzi per Eros Ramazzotti diventati poi famosissimi, a quali ti senti più legato?

Credo a Una storia importante e poi Musica E’. In Italia fu un successo strepitoso con 900.000 copie vendute, addirittura 1.500.000 in Germania. Recentemente Eros mi ha invitato a una tappa del suo tour all’Arena di Verona. E all’improvviso ha detto ‘lì c’è seduta una persona’ a cui devo molto e con il quale ho condiviso momenti davvero intensi’. Per me è stato davvero emozionante, è un momento che custodisco gelosamente nella memoria e nei ricordi.

E della collaborazione con Mina cosa ci dici?

Mina è una persona che cura tutto nei minimi particolari. Quando ho seguito le sue registrazioni in studio ricordo il suo essere decisa, lei dice poche cose ma sempre giustamente mirate. Da alcuni dettagli capisce la grandezza del suo essere artista. E poi merita di essere citato anche il figlio Massimiliano. Svolge tutto in maniera eccellente, è davvero una persona sorprendente. Magari per molti resterà sempre il figlio di Mina e quindi un beneficiario, invece ha realmente delle capacità straordinarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv e megamusic, due webzine che mi hanno aperto anche al mondo del social media marketing…



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