interviste

Published on Ottobre 27th, 2014 | by Antonio Tortolano

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Megamusic intervista Paolo Simoni

 Paolo Simoni è il protagonista dell’intervista odierna su Megamusic. L’artista romagnolo ha vissuto un’estate davvero intensa. Che stress e 15 agosto sono stati dei veri e propri tormentoni, molto apprezzati dalle radio italiane e dal pubblico. Il cantautore introverso che avevamo conosciuto un anno e mezzo fa a Sanremo, nel suo nuovo album Si narra di rane che hanno visto il mare, apre al suo lato maggiormente ironico e leggero senza tralasciare testi più riflessivi. Paolo Simoni ha girato un po’ tutta Italia presentando il suo nuovo lavoro e aprendo alcuni live di Ligabue in attesa delle date invernali del Voce e Piano Tour…

Si narra di rane che hanno visto il mare. Come mai un titolo così curioso?

Ho pensato al titolo da dare al mio album  partendo da  una delle strofe, che mescola coraggio e speranza. La rana fa un salto, esce dal proprio stagno, intraprende questo viaggio e si trova di fronte a questa grande distesa d’acqua (che poi è la vita il mare). Questa rana ce la fa, ha speranza, è una rana che è riuscita a realizzare i propri sogni. Vorrei trasmettere  un senso di speranza, di ottimismo, di volontà di credere nelle proprie cose. E’ un qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Come nasce questo nuovo lavoro?

Negli ultimi due anni ho vissuto e ho scritto tanto, raccogliendo diverse storie. Ho poi scelto le canzoni da inserire in questa nuovo lavoro. Sono capitate tante cose: alla soglia dei 30 anni mi sono accorto che molte situazioni sono cambiate, come la scrittura. Questo è un disco in cui c’è molta più emotività, sincerità  e più schiettezza da parte mia.

La Romagna è da sempre fonte di ispirazione e lo è stato anche per te. Quanta importanza riveste per Paolo Simoni la terra d’origine?

Qui le persone sono un po’ tutte delle caricature. Tutti sono potenziali personaggi. C’è un aspetto goliardico in tutto. Sono molto legato alle mie radici, soprattutto per i ricordi che riguardano la mia infanzia e l’adolescenza. Penso ai nonni, alla scena di Amarcord dove a tavola il babbo salta fuori dalla tovaglia. C’è molto di vero in questo. La Romagna è una terra che non passa inosservata, ha qualcosa di speciale,  sia per la storia che per chi la vive.  E’ una terra che mi ha dato tanto e che continua a darmi tanto. Questo aspetto lo sento più quando vado in giro rispetto a quando sono lì. La Romagna è molto teatrale.

In questo album esce fuori un Paolo molto più ironico e scherzoso rispetto al precedente lavoro. E’ un modo per tirar fuori più aspetti del tuo carattere?

In realtà, alterno sempre testi più leggeri a quelli più riflessivi. In questo lavoro viene un po’ più fuori la mia linea ironica, ma ci sono anche brani più emotivi, a cui tengo molto. Le canzoni  arrivano, bussano alla tua porta, e io non posso far altro che buttarle su un foglio di carta e cominciare a lavorarle. Adesso sicuramente sono meno timido e riservato, ho maggiore consapevolezza dei miei mezzi.

Hai la fortuna di aver incontrato Lucio Dalla. Che ricordo hai?

Di un maestro di vita. E’ quello che dicono tutte le persone che lo hanno conosciuto ma è davvero così. Una persona straordinaria, che aveva una grande dote, quella dell’umiltà. Sapeva riconoscere subito il talento in un artista e aiutarlo con grande umanità.

Di Sanremo che ricordo hai?

La kermesse porta via parecchia tensione ma è un’esperienza che va vissuta, ti insegna molto. Certo non è facile cantare a una certa ora e dopo poco sapere di essere stato già eliminato. Ma di certo non bisogna mai fermarsi ed è fondamentale saper andare avanti. Dopo il Festival mi sono accadute tante cose che mi hanno portato qui…

Quest’estate hai aperto alcuni live di Ligabue. Che emozioni hai provato?

Mi era già successo qualche anno fa, ma questa volta l’emozione è stata maggiore. Luciano mi ha dato l’opportunità di fare dei minilive di 30 minuti ed è stato un qualcosa di incredibile. Sono stati momenti belli, intensi e divertenti. C’è stata un’accoglienza fantastica, credo che Ligabue abbia il pubblico più educato d’Italia.

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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