interviste

Published on Ottobre 17th, 2013 | by Antonio Tortolano

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Megamusic intervista Migaso & i Briganti

I parigini Migaso & I Briganti sono i protagonisti dell’intervista odierna su Megamusic. Lo scorso 24 settembre è uscito Luminescenza, il nuovo lavoro, cantato interamente in lingua italiana. L’album vede una contaminazione di generi tra il rock, l’electro e il blues. Migaso, di origine calabrese, si fa portavoce  della nostra lingua in terra francese. A quattro anni di distanza dal suo primo album, l’artista torna con un nuovo progetto, questa volta accompagnato da I Briganti, una band di supporto composta dal bassista Nicolas Borg, il batterista Benjamin Corbeil e il tastierista Matthieu Lesenechal. Il  primo singolo “Luminescenza” sarà in rotazione radiofonica da venerdì.

Il 24 settembre è arrivato in Italia il vostro lavoro “Luminescenza”. Qual è stato il primo riscontro da parte del pubblico?

Dal lancio di Luminescenza in Italia, il 24 settembre, stiamo ricevendo tantissimi riscontri positivi. Sui social network, per esempio, le visite e i followers sono aumentati in modo incredibile. Sto rispondendo a molte interviste per la stampa italiana (e anche per una in Svizzera!), di cui una per “Repubblica” che sarà pubblicata a breve. Stiamo ricevendo molti incoraggiamenti dagli italiani. Sembrano contenti che qualcuno abbia il coraggio di rappresentarli oltre la nazione attraverso questa nostra lotta per la diversità musicale e culturale, in un momento in cui il nostro popolo  sta attraversando un periodo politico ed economico molto complesso. Sono molto sensibile a tutti i “post”  che riceviamo  e vorrei approfittarne per ringraziare tutti quelli che credono in noi e che credono in questo messaggio di apertura della mente.

I francesi sono sempre un po’ restii ad ascoltare musica in altre lingue. La vostra è una sfida anche a livello di campanilismo?

 Si, è vero, sono molto orgoglioso delle miei origini Italiane, calabresi e mi aiuta molto in questa causa che per me va al di là del campanilismo. La mia sfida va oltre la mia storia personale. Sto lottando ardentemente contro tutte le forme di standardizzazione, di uniformità. Sono per la libertà di espressione e per la ricchezza delle differenze culturali e musicali. Il mio è un messaggio universale che incoraggia la gente ad esprimere le loro vere e proprie personalità in questa società ormai scaduta che cerca ogni giorno di assorbirti, integrarti nel ciclo del sistema per farti diventare alla fine un anonimo che non avrà mai potuto vivere la propria esistenza.  Voglio un mondo a colori !!!

 Rock, Electro e Blues. Da cosa nasce l’esigenza di questa contaminazione di generi?


 Più che un’ esigenza è stata un’ influenza che proviene dalla “French Touch”. Parigi come lo sapete è una città cosmopolita dove tutte le culture si mescolano. Sono stato fortunato ad essere nato in questa parte del mondo nella quale ho potuto incontrare persone di culture e stili diversi con le quali ho potuto condividere e confrontare le miei opinioni. Ciò mi ha permesso di ricevere un’ educazione che mi dà una percezione del mondo senza confini e tollerante verso le diverse culture. Tutta questa mia filosofia si riassume nella mia musica attraverso questa contaminazione di generi che riflette sicuramente il mio ambiente.

 La crisi dell’industria discografica. Quali sono le differenze al momento tra Italia e Francia?

 Nessuna… Oggi i due paesi sono in crisi economica e culturale. Il supporto fisico non si vende più. In Francia la Virgin Megastore ha chiuso tutti i suoi negozi di recente. Tutte le piattaforme digitali si arricchiscono sulle spalle degli artisti e delle piccole case indipendenti. Su 100% del ricavo, un’ artista alla fine prende in media meno del 10%. Nel live anche i booker vanno in fallimento e non prendono più il rischio di fare conoscere nuovi gruppi al pubblico. Poche band professioniste vengono pagate per suonare. La democratizzazione degli strumenti di produzione audio e del broadcast delle proprie creazioni ha avuto come conseguenza la saturazione del mercato.  Tutti oggi con un computer possiamo registrare una canzone. L’unica vera differenza che vedo oggi tra la Francia e l’ Italia è che in Francia esistono delle leggi che proteggono la lingua Francese. I media (TV, Radio…) in Francia sono obbligati a diffondere il 40% di brani in lingua francese. In Italia non esiste questo tipo di protezione culturale e il risultato è che i media sono sommersi di canzoni inglesi e che all’estero gli italiani che cantano in italiano non esistono più.

migaso (1)

 Quali sono le band o cantanti che hanno ispirato il vostro percorso?

 Jimi Hendrix, Battisti e Mogol, Santana, I Pink Floyd, Albert King, Iron maiden, i T-Rex, i Queen, Beethoven, Battle, Yoko Kano, Bob Marley. Mi piace la musica di qualsiasi genere, l’importante è che trasmetta una buona vibrazione.

 Vi riproporrete in italiano anche nei prossimi lavori?

 Si. Ma rimango aperto a delle collaborazioni con artisti che cantano in altre lingue. Dei Featuring o dei duetti. Sarebbe bello mescolare Rock Electro italiano con artisti francesi o giapponesi no 😉 ?

 Quali sono i vostro progetti futuri?

 Sto già pensando al terzo album con un concetto diverso. Spero di trovare il tempo di lavorarci presto perché ho un po’ di idee che stanno crescendo nella mia piccola testa. Ma prima dobbiamo venire a suonare in Italia ed incontrarvi dal vivo!

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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