Published on Gennaio 19th, 2014 | by Antonio Tortolano

Megamusic intervista i Melancolia

Chiave di plastica è il primo singolo de “I Melancolia“, gruppo pop-rock leccese che si è formato un anno e mezzo fa a Roma. Il progetto nasce dall’idea di Stefano Sozzo (voce e testi) e Matteo Mancarella (chitarra). A loro si è aggiunto Andrea Arnaldi (batteria). Il videoclip di Chiavi di plastica è stato realizzato da Alberto Mazzotta. Abbiamo rivolto alcune domande a “I Melancolia” che stanno lavorando al loro primo Ep e che propongono una musica inedita e originale ispirata al loro background musicale che si avvicina sempre di più a un pop-rock indipendente.

“Chiave di plastica” è il vostro primo singolo. Come nasce questo lavoro?

 Questa prima canzone della nostra vita di gruppo nasce da uno sfogo impellente di venir fuori, di uscire allo scoperto in modo tale da capire se il progetto iniziato un anno e mezzo fa avesse motivo di esistere. E’ comune alla maggior parte dei gruppi emergenti questa voglia di mettere nero su bianco se così si può dire in campo musicale; dare un corpo e una forma a idee, speranze e “sudore”.
All’attivo abbiamo otto canzoni inedite e tra queste abbiamo scelto “Chiave di plastica”, ritenuta la più adatta per suoni e significato ad essere etichettata come “singolo”. La canzone, come le altre dell’Ep, è autoprodotta (mixaggio Matilde Davoli e mastering Giacomo Guariglia). E’ stata accompagnata dal videoclip di Alberto Mazzotta che ci ha dato una mano per raccontare al meglio la storia di questa canzone.La canzone parla della donna o meglio è la storia di una Donna raccontata in prima persona. Stefano Sozzo (voce) ha messo insieme la storia scrivendo il testo, accompagnato dalla musica di Matteo Mancarella (chitarra). Il tutto affinato e arrangiato con l’aiuto di Andrea Arnaldi (batteria).

Un anno e mezzo di Melancolia. Raccontateci come è partito il vostro progetto

 Il tutto è iniziato in modo molto casuale. Stefano e Matteo si erano promessi una suonata insieme nella stanzetta di uno dei due a Roma. Hanno iniziato da cover dei Verdena, qualcosa dei Radiohead e anche Battiato, da qui hanno capito che potevano spingersi a fare qualcosa di proprio, di inedito. Così è stato, la prima canzone ancora ce la ricordiamo; Stefano che stona e Matteo che ricomincia a pizzicare le corde. Un pò di rodaggio, registrazione fatte al telefono per poi iniziare a fare sul serio iniziando a scrivere varie canzoni tra cui quelle dell’Ep che sta per uscire. A questo duo si è aggiunto Andrea con il quale sono stati sistemati e progettati altri pezzi. Prima di arrivare a registrare il singolo e l’Ep, abbiamo partecipato ad alcune rassegne musicali tra cui le selezioni per il Music Village, poi tante prove e tanta gente con la quale abbiamo cercato di migliorare questo progetto. Da poco, si è aggiunto Teo (tastiera) che ci darà una mano nei prossimi live primaverili.

Quali gruppi e artisti hanno influenzato il vostro percorso artistico?

Bella domanda. Veniamo tutti da mondi musicali differenti, però ci sono 4/5 band che riducono sensibilmente questa distanza; potremmo citare i Radiohead, i Verdena, i Red Hot Chili Peppers e perché no anche gli XX.

La Puglia negli ultimi anni vive un grosso fermento musicale. Cosa ne pensate a riguardo?

La Puglia è talmente tanto grande da avere bellissime realtà musicali dal basso Salento fino a Foggia. Siamo orgogliosi di sapere che giù da noi c’è tanta concorrenza, tralasciando i vari Negramaro e Caparezza che sono di un altro pianeta, ci sono tantissimi artisti e generi disparati e vari, dal reggae al pop, dalla musica tradizionale salentina al rock fatto bene. Tra le realtà emergenti salentine che più ci hanno colpito ultimamente, ci sono “le Carte”, “Echopark”, Erica Mou e Carolina Bubbico. Sarà il sole e la bella gente, l’ispirazione a noi pugliesi non manca. Pur essendo una regione del Sud vantiamo diverse rassegne musicali e festival molto interessanti. Quello che manca sono le etichette che hanno paura di investire, ma soprattutto manca la voglia di emergere, di sgomitare tra coloro che per fortuna o sfortuna si trovano in una posizione geografica migliore. Potremmo parlarne fino all’incisione del nostro prossimo disco, basta così.

La crisi dell’industria discografica. Major ed etichette indipendenti, qual è il vostro parere?

Secondo noi l’unica differenza è che le major hanno un’organizzazione con gli attributi mentre l’etichette indipendenti arrancano per quel che possono. Questo divario, però, si riduce nettamente nel momento in cui le major, avendo 100/200 artisti a cui pensare, perdono l’obiettivo iniziale; nel caso degli artisti emergenti perdere l’obiettivo iniziale significherebbe annullarli prima ancora di venir fuori. In mente ci viene la storia dei Cani (uno dei migliori gruppi emergenti nel panorama nazionale), avrebbero spaccato lo stesso se dietro di loro ci fosse stata una Major?

Dell’attuale scena indie in Italia cosa ci dite?

 Il mondo dell’indie in Italia è ben sviluppato. Ogni tanto ci è capitato di ascoltare alcuni gruppi molto particolari e bravi tra cui “Lo stato sociale”, i “Tre allegri ragazzi morti”, i “Sick tamburo”. Ci dispiace di non vedere questi gruppi e tanti altri tra i primi posti nelle classifiche nazionali, sostituiti da artisti che non rappresentano la maggior parte di persone che suonano e masticano note ogni giorno. Sarà che non ne capiamo niente di musica…

A quando l’uscita del vostro primo Ep?

Stiamo ultimando le ultime fasi di mixaggio e mastering, ci auguriamo di poter far ascoltare quanto prima questo primo lavoro a chi ci conosce e a chi ci vorrebbe conoscere. Azzardiamo dicendo che nel mese di febbraio ci potrebbe essere questa sorpresa.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Quello di suonare tanto. Vogliamo portare i nostri pezzi tra la gente, vogliamo farci apprezzare per la musica che facciamo conoscendo persone nuove con cui condividere questa passione e questo viaggio. L’augurio finale è quello di conquistare qualche contatto discografico in quanto abbiamo bisogno di qualcuno che ci segua e ci dia input necessari per proseguire e sviluppare questo progetto. Ringraziamo lo staff di Megamusic per lo spazio che ci sta concedendo. A presto.

 

 

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Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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