Published on giugno 21st, 2013 | by Valentina Lauro

Megamusic intervista I topi non avevano i nipoti

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Da un anno a questa parte I topi non avevano nipoti non è soltanto un palindormo, ma anche una band, vicina al mondo indie. Dal 7 giugno è in rotazione radiofonica Le Cavie (Volcan Records), il primo singolo del gruppo romano, realizzato sotto la direzione artistica di Antonio Filippelli. I topi non avevano nipoti sono Mattia Pecoraro (voce), Stefano Celano (batteria), Nicolò Pedevilla (chitarre) e Adriano Garello (basso). Ecco l’intervista che hanno rilasciato al nostro magazine.

Inevitabile chiedervi perché vi chiamate così. Solo perché è un palindromo o c’è un motivo particolare?

Iniziamo con il dire che la scelta del nome per noi è stata una sofferenza. Mille nomi diversi che la sera ti piacciono da impazzire, la mattina dopo ti disgustano ed arrivi anche a pensare “Cosa hanno partorito le nostre menti malate ieri sera? E abbiamo anche bevuto poco!!”.I palindromi ci hanno dato una speranza, il concetto della loro reversibilità ci affascinava, e quindi tra questi abbiamo scelto “I Topi Non Avevano Nipoti”, oltretutto perché ha un collegamento diretto con il nostro singolo “Le Cavie”. Ancora oggi pensiamo che non potevamo fare una scelta migliore. O forse non abbiamo ancora realizzato.

La vostra band è nata esattamente un anno fa. Com’è partito il progetto che vi ha unito?

Attraverso conoscenze comuni ci siamo ritrovati a chiacchierare in un pub tutti insieme, la settimana dopo direttamente in sala prove, e in un attimo il progetto ha avuto inizio. In particolare ci piace ricordare che all’inizio non abbiamo delineato i nostri obiettivi, ma abbiamo cominciato a scrivere canzoni senza neanche inserirci precedentemente in un genere definito. Le canzoni sono venute così, naturali.

Da poco è uscito il vostro primo singolo Le Cavie. Cosa ci dite a tal proposito?

Su questa canzone puntiamo molto, abbiamo voluto raccontare ciò che vedono ogni giorno i nostri occhi e ne vogliamo parlare perché anche noi ne facciamo parte. Nella vita quotidiana vedi tante persone che vivono quasi inconsciamente, non si rendono conto delle loro qualità, o hanno paura di sfruttarle per creare qualcosa di cui andare fieri! Pensiamo che ognuna di queste Cavie in realtà nasconda una straordinarietà intrinseca che però molti tendono a non far mai trapelare. Questa canzone è la manifestazione che si può fare, si può mettere la cavia da parte per dare vita a un sogno.

ITopiNonAvevanoNipoti_02

Io non lavoro-Io non funziono. È un modo per andare controcorrente?

Più che altro con questa frase volevamo descrivere con poche parole come si presenta la realtà ai nostri occhi. Per far ciò abbiamo sfruttato il concetto ironico che il vocabolo inglese “Work” significhi sia “lavorare” che “funzionare”. È sicuramente giusto essere utile alla comunità, ma molte volte si assiste da parte del sistema ad una banalizzazione dell’individuo. Non siamo macchine e possiamo creare, molto di più rispetto ad una vita standard ma lo dobbiamo dimostrare giorno per giorno.

Un vostro parere sulle etichette indipendenti e sulle major discografiche

Nella nostra vita abbiamo sempre avuto a che fare con la realtà indipendente, ma sicuramente la apprezziamo di più rispetto alle major. Innanzitutto per la libertà nella composizione dei brani, per la paura che poi una mancanza di questa ti porti a suonare canzoni che non senti tue, e a quel punto diventi un mero esecutore. Vogliamo portare le nostre canzoni in giro, manifestare le nostre idee e narrare le nostre storie, altrimenti avremmo messo su una cover band!

Quali sono i progetti per questa estate?

Stiamo prendendo contatti per dei live, naturalmente se volete rimanere aggiornati seguiteci su Facebook, www.facebook.com/itopinonavevanonipotiofficial e su Twitter (twitter.com/itnanofficial ). E naturalmente scrivere tante nuove canzoni.

In autunno uscirà il vostro primo album. Che riscontro vi aspettate da parte del pubblico?

In realtà più che aspettative sono speranze, perché il gradimento da parte del pubblico dipende da tante cose, di cui alcune assolutamente imprevedibili! Per ora il singolo che è appena uscito ci fa ben sperare, molte persone si sono complimentate per il pezzo. Comunque vogliamo restare con i piedi per terra, bisogna lavorare tanto e bene per fare un cd che meriti di essere ascoltato, e noi ce la metteremo tutta.

Alla lunga il curioso nome della vostra band vi porterà vantaggi o rischierà di penalizzarvi?

Dubitiamo che un nome del genere rischi di penalizzarci, e poi come disse il saggio Oscar Wilde (uno dei nostri primi fan): “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”. Da quando Oscar ci ha dato questa dritta non abbiamo più cambiato idea.

Dell’attuale scena Indie cosa ne pensate?

L’attuale scena indie è in continua evoluzione, escono così tanti gruppi nuovi che non riesci proprio a seguirli! Sicuramente in una realtà del genere il primo problema è risaltare tra tutti questi gruppi, e quindi devi sicuramente ricercare una tua formula che ti distingua dagli altri e che sia vincente. Abbiamo notato che nella ricerca di questa nuova formula alcune band forse esagerano troppo con le sperimentazioni, arrivando anche a perdere la melodia del brano, che per noi rimane il punto focale di una canzone. Ma quando trovi il nuovo gruppo che merita veramente, beh, da ascoltatore è favoloso!

 

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About the Author

Originaria di Napoli, cassinate di adozione fin da piccola adoravo disegnare ed esprimere la mia vena creativa ovunque, anche sulle pareti di casa!!! Oggi la mia passione è diventata il mio lavoro e anche se i fogli (e l’intonaco) hanno lasciato il posto alla tavoletta grafica continuo a disegnare i loghi e le interfacce di MegaMusic e de Lo SpaccaTV…



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