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Published on Maggio 21st, 2015 | by Antonio Tortolano

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E’ arrivato Remo: Megamusic intervista Andrea Maestrelli

Oggi su Megamusic vi proponiamo l’intervista ad Andrea Maestrelli, vincitore nel 2014 del Premio Lunezia. Da qualche mese è uscito “E’ arrivato Remo”, il suo debut album che sta presentando un pò in tutta Italia in un tour che il 30 maggio farà tappa a Sanremo. Proprio la città del Festival dove Andrea, cantautore ventitreenne di Empoli ha più volte sfiorato di arrivare attraverso Sanremoweb e Sanremolab.

È Arrivato Remo, prodotto da Davide Maggioni, è il proseguimento di un lavoro iniziato con il suo primo brano scritto, “Come nel ’53”, fatto di immagini, parole lette ma mai raccontate, che narrano tutto il vissuto dell’artista: tutte le canzoni, infatti, hanno un significato autobiografico. Nei 12 brani, che spaziano dal pop d’autore al cantautorato italiano, Andrea Maestrelli ha cercato di raccontare in modo semplice, sereno e diretto il suo vedere la vita e tutto ciò che lo circonda. L’album è stato anticipato da Holden, il singolo con cui ha vinto il Lunezia.

Andrea, quale riscontro ti aspetti da “E’ arrivato Remo”?

Spero che le persone che si avvicinano all’ascolto di questo disco si soffermino nel capire il significato e, in generale, che piaccia come lavoro. Adesso sto promuovendo con le date in giro questo mio primo disco e sta andando molto bene.

Come mai la scelta di questo titolo?

Dovrei farvi questa domanda in merito. “Chi è Remo??” Remo è la persona con cui suono, è un amico, è un fratello, è colui che ha capito quando era tempo di scrivere, un mentore.
“E’ Arrivato Remo” ha un significato importante non solo dal punto di vista personale ma anche da quello musicale, poiché il coinvolgimento di Remo segna il punto di partenza del mio primo album che, a lui dedico. Di sottofondo alla ninna nanna “non ho sonno” ci sono un po’ di voci, tra cui quella di mio Padre e quella di mia Madre. Infine si trova il dialogo tra me e il mio produttore artistico, Davide Maggioni, nel quale annunciamo l’arrivo di Remo. L’introduzione del mio disco rispecchia un avvenimento realmente accaduto.

Hai scelto Holden come primo singolo perchè è quello a cui sei più legato?

Si esatto, Holden è un pezzo che scrissi in un periodo particolare e con questo pezzo sono riuscito a uscire da una brutta situazione. È una canzone che mi rispecchia molto e sono molto contento di averla scelta come primo pezzo.

remoremo

Hai presentato l’album a fine marzo al Memo di Milano. Che sensazioni hai avuto da parte del pubblico?

Sono rimasto molto colpito dal pubblico, l’ho visto attento e compiaciuto delle canzoni, cosa molto difficile visto che erano al loro primo ascolto. Sono molto contento in merito.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo percorso?

Nel mio percorso mi hanno influenzato molto Lucio Dalla, De Gregori, Capossela, Bersani, Carboni e Jovanotti, perché riuscire ad essere profondo e al tempo stesso leggero è una formula che mi rispecchia moltissimo.

Come sta andando il tour, proponi qualcosa di particolare sul palco?

Il tour sta andando molto bene, vedo che le persone sono partecipi e si divertono, questa cosa è fondamentale perché io ritengo che il pubblico deve uscire da un mio live compiaciuto e divertito. Questo per adesso sta accadendo e quindi mi ritengo felice.

Un giovane cantautore italiano che apprezzi particolarmente?

In questo momento apprezzo molto Dario Brunori, secondo me sta facendo un percorso bellissimo e sta facendo ascoltare a tutta l’Italia una bella musica.

Del Premio Lunezia che ricordo hai?

Aver vinto il Premio Lunezia è stata una grandissima soddisfazione, sia dal punto di vista musicale sia da quello emotivo. Un palco importante, un premio ambito fra i giovani cantautori e cantanti emergenti, condividere l’emozione di quel palco insieme ai big della musica italiana ha un valore inestimabile. Sono particolarmente contento perché ho imparato moltissimo, mi sono messo a confronto con un altra realtà, cantare davanti ad un pubblico così ampio mi ha fatto sicuramente crescere tantissimo. Devo molto al Premio Lunezia è l’inizio di una grande avventura che spero continui per molto.

Hai più volte sfiorato l’ingresso a Sanremo tra le nuove proposte.E’ ancora un tuo pallino?

Sicuramente si. Il Festival è uno dei miei sogni nel cassetto fin da quando ero bambino, quando lo guardavo immaginando come sarebbe stato essere sopra quel palco.È più forte di me e ci proverò sempre.

Dei talent show cosa ne pensi?

I talent sono una grande realtà nel panorama musicale, perché ti aiutano ad avere una bella visibilità e questo è molto importante. Bisogna però saper gestire la fama da talent, cioè il trovarsi famosi e popolari da un momento all’altro.

Progetti futuri?
Continuare il tour e suonare il più possibile in giro. Questa per me è una fondamentale.

Crediti fotografici copertina: Fzero Photographers

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About the Author

Nato a Cassino, ai piedi della celebre abbazia, sono cresciuto con la passione per lo sport e per il giornalismo. Roma prima e Milano poi mi hanno accolto per farmi compiere il salto di qualità. Lavorare in tv e per la carta stampata non mi bastava più e allora dal pallino per la rete ecco nascere lospaccatv, megamusic e lamiaradio, tre magazine online di cui vado fiero...



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