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Published on giugno 29th, 2013 | by Il Graffio

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Daft Punk: “L’elettronica è in crisi di identità”

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I Daft Punk, intervistati dal mensile Rolling Stone dicono la loro sull’elettronica e offrono spunti decisamente interessanti. “L’elettronica di oggi è come un energy drink, aggressiva, iperstimolante. Ma alla fine smuove poco o niente a livello emotivo. La nostra musica sta all’elettronica di oggi come l’erotismo sta alla pornografia”. Negli ultimi 20 anni i Daft Punk hanno cambiato il volto della musica dance planetaria. E ora con Get Lucky i due robottoni parigini hanno azzeccato pure il tormentone dell’estate. Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, amici da una vita, indicano la stanza senza finestre in cui, dal 2008 a oggi,  hanno passato un incalcolabile numero di ore chini sui sintetizzatori, perfezionando il loro nuovo album Random Access Memories: “E comunque, noi stiamo sempre chiusi là dentro. La musica elettronica – spiega Bangalter – oggi si è ritirata in una specie di comfort zone. E questo non va bene”.

Per i Daft Punk “l’elettronica è in crisi, una crisi di identità. Ascolti un pezzo e ti chiedi: di chi è? Non c’è una firma. Tutti hanno a disposizione gli stessi strumenti, e tutto suona come se fosse stato fatto con l’iPad. Se tutti sanno qual è il trucco, la magia è finita”. Negli anni ’90, ai tempi dei loro esordi, Thomas e Guy-Manuel erano soliti presentarsi alle interviste e agli shooting fotografici indossando maschere di Halloween o addirittura dei sacchi neri. Poi sono arrivati i caschi da robot: secondo Bangalter, “i caschi hanno fatto dei Daft Punk qualcosa di molto simile a Andy Warhol, un mix di produzione seriale e arte. Fra l’altro, su eBay è pieno di caschi dei Daft Punk fatti in casa. Ma hanno tutti le proporzioni sbagliate!”.

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About the Author

Sono nato a Genova. Chi legge lospaccatv.it mi conosce bene, ma analizzare il mondo della televisione è solo una delle mie passioni. La musica scorre nelle mie vene già da quando band come Dire Straits e Cure dominavano le scene. Cinema e teatro sono gli altri miei vecchi amori. Chi non segue megamusic non ama la musica…



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